"I crimini di guerra dei russi? Gli Azov usavano scudi umani"

Il capo delle milizie musulmane: "Noi siamo cittadini della Russia. Se il Paese è in pericolo accorriamo"

"I crimini di guerra dei russi? Gli Azov usavano scudi umani"

Rubisnaya. «La Repubblica di Cecenia fa parte della Federazione russa e quando la Russia è in pericolo il popolo ceceno ha il dovere di correre in soccorso. Per questo sono qui». Se gli chiedi cosa ci facciano lui e i suoi uomini a 1.700 chilometri da Grozny in un'Ucraina cristiana così diversa dalle montagne della Cecenia musulmana il comandante Zamid Alievich Chalaev non ha dubbi. Nel 2021 si guadagnò il titolo di eroe della Russia sgominando l'ultima cellula cecena dell'Isis, oggi è pronto a replicare contribuendo alla caduta di Severodonetsk, ultima roccaforte ucraina sui territori dell'autoproclamata repubblica di Lugansk. E poco importa se i ceceni sono stati in passato i grandi nemici della Russia dì. «Quel passato non conta - spiega in questa intervista a Il Giornale il 41enne comandante delle unità cecene schierate sui fronti del Lugansk - le guerre del '94 e del 2000 le fomentarono gli americani pronti, anche allora, ad allearsi con chiunque pur di indebolire la Russia. Sono stati gli americani a mettere i nostri popoli l'uno contro l'altro sfruttando il fanatismo di qualche piccolo gruppo wahabita. La maggioranza dei ceceni non ha mai appoggiato quelle mosse. Per fortuna il nostro leader Ramzan Kadirov, e prima ancora suo padre Achmat, hanno messo fine a quell'inganno contribuendo alla riconciliazione tra i nostri popoli».
Americani ed europei vi accusano di crimini di guerra per il vostro ruolo in questa guerra...
«Questo è totalmente falso non dovete neanche chiederlo. Chi lo dice dovrebbe dimostrarlo esibendo le prove. Ho partecipato personalmente ai combattimenti di Mariupol e ho visto come andavano le cose. Il reggimento Azov usava i civili come scudi umani, impediva loro di fuggire e sparava su chi tentava di farlo. Mentre ero lì ho ascoltato una comunicazione tra un unità di quel reggimento. Volevano sapere cosa fare di un furgone diretto fuori città e il comando ha ordinato di distruggerlo nonostante fosse pieno di civili. Noi non abbiamo mai fatto cose del genere, abbiamo sempre contribuito all'evacuazione dei civili».
Molti musulmani vi considerano degli infedeli perché state dalla parte di Putin.
«Farebbero meglio a guardare a quel che ha fatto l'America in Siria armando e sobillando le correnti del wahabitismo più fanatico e intollerante contro il presidente Bashar Assad. Noi ceceni abbiamo mandato due reggimenti a combattere al fianco di Assad. Sappiamo che la maggioranza della popolazione siriana sta con lui e con i nostri alleati russi».
E qui qual è il vostro obbiettivo?
«Qui siamo in prima linea nell'offensiva per la conquista di Severodonetsk. Ho convogliato qui tutti gli uomini che avevamo a Mariupol e li ho schierati tra Rubisnaya e Kamishevaka. Grazie alla presenza dei miei uomini al fianco degli alleati russi e ai combattenti di Lugansk la pressione si sta facendo sempre più imponente. Tra breve avremo il controllo di tutto il Lugansk. E potremo dedicarci alla lotta per liberare anche i territori di Donetsk».

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