Indonesia, la foto della balena "mangiata" dalla plastica fa il giro del mondo

Il Wwf indonesiano ha diffuso su internet la foto di un capodoglio spiaggiato nei pressi del parco naturale di Wakatobi. Dentro lo stomaco della balena sono stati trovati 1000 pezzi di plastica, per un totale di oltre 6 kg di spazzatura

Mille pezzi di plastica tra bottiglie, sacchetti e ciabatte, per un totale di circa sei chili di spazzatura. È quanto gli attivisti del Wwf indonesiano hanno trovato nello stomaco della balena trovata morta spiaggiata vicino al parco naturale di Wakatobu, nella provincia orientale di Sulawesicon. Una tragedia che fa riflettere ancora una volta sulla portata devastante dei comportamenti umani sulla natura e in particolare sui capodogli che vivono in quest'angolo di mare, uno dei più belli del pianeta. Dopo avere avvisato le autorità locali, gli ambientalisti della sezione indonesiana del Wwf hanno voluto documentare e diffondere su internet le foto dell'interno della carcassa dell'animale. Una creatura lunga quasi 10 metri all'interno della quale sono stati trovati più di 1000 pezzi di plastica. Per rendere ancora più forte la denuncia, gli attivisti hanno catalogato uno dopo l'altro i rifiuti che ammorbavano le viscere della balena: decine di ciabatte, bottiglie, tazze, buste e anche un sacchetto di nylon.

Per quanto non si conoscano ancora le cause della morte dell'animale, il cui cadavere è stato rinvenuto già in avanzato stato di decomposizione, "quello che abbiamo visto è spaventoso", ha riferito Dwi Suprapti, coordinatrice del Wwf indonesiano. Il Paese, uno dei più vasti e densamente popolati dell'estremo oriente, è tra i principali produttori al mondo di rifiuti di plastica. Nonostante i provvedimenti varati dalle autorità locali, che puntano a una riduzione del 70 per cento del loro utilizzo entro il 2025, circa il 30 per cento di questi rifiuti non viene smaltito correttamente e finisce in mare, diventando così cibo per i pesci.

Ogni anno l'Indonesia sversa nell'oceano qualcosa come 1,2 milioni di tonnellate di plastica rispetto alle 3,2 prodotte. Complessivamente, nel mondo, ogni 365 giorni finiscono in mare circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti. "Praticamente un camion al minuto", la metafora utilizzata da un recente rapporto di Legambiente. Per fortuna il problema della plastica comincia a essere avvertito come tale in tutto il pianeta. Lo scorso 8 settembre sono iniziate le operazioni di rimozione dell'isola di materiale plastico che ammorba l'Oceano Pacifico attraverso una barriera galleggiante di circa 600 metri. A guidare la missione un giovane olandese, che si è posto l'obiettivo di eliminare questo "blob" di 100 milioni di tonnellate.

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