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Iran, Rohani: "Presenteremo piano di pace all'Onu"

Il presidente iraniano è pronto a presentare un piano di pace ma non vuole interferenze di forze straniere: "Si allontanino dalla regione, portano solo disgrazie"

Iran, Rohani: "Presenteremo piano di pace all'Onu"

"Coalizione per la speranza". Questo è il nome del piano di pace per la regione che l'Iran presenterà nel corso della prossima settimana all'Onu. L'annuncio arriva direttamente dal presidente iraniano Hassan Rohani, che ha sottolineato come l'iniziativa abbia l'intenzione di coinvolgere i paesi dell'area al fine di creare una coalizione in grado di garantire pace e sicurezza.

L'Iran vuole assolutamente evitare che a occuparsi della stabilità mediorientale siano forze straniere. “La loro presenza – ha dichiarato Rohani in una cerimonia - ha sempre portato disgrazie. Devono allontanarsi dalla regione”.

Chiaro il riferimento agli Stati Uniti, che al termine di una settimana di fuoco hanno accusato l'Iran di aver bombardato due importanti raffinerie saudite. Washington ha così deciso sia di imporre nuove sanzioni economiche aTeheran sia di inviare nell'area truppe e armi a sostegno dell'Arabia Saudita.

Le minacce di Rohani alle forze straniere

La mossa di Rohani arriva in uno dei momenti di massima tensione. Il presidente iraniano ha lanciato un assist di pace all'Onu ma allo stesso tempo è tornato a minacciare gli americani. “I nostri nemici – ha ribadito – stanno portando avanti contro di noi diversi tipi di guerra, fra cui quella psicologica ed economica. Hanno pure minacciato un conflitto militare per colpire il popolo iraniano ma noi non ci arrenderemo mai. Ci difenderemo e fermeremo ogni aggressione al nostro territorio”.

Il messaggio di Teheran è chiaro: i paesi della regione sono capaci di provvedere da soli alla sicurezza del Golfo Persico, quindi le forze straniere devono allontanarsi. “Con il pretesto di occuparsi della sicurezza – ha concluso Rohani – gli straniri portano solo insicurezza”.

La posizione dell'Arabia Saudita

Nel frattempo anche l'Arabia Saudita ha lanciato un avvertimento minacciando a sua volta l'Iran. “Nel caso in cui le indagini dovessero provare un coinvolgimento di Teheran negli attacchi alle strutture Aramco, lo considereremo un atto di guerra”: parola di Adel al-Jubeir, ministro degli Esteri saudita.

Nel corso di un'intervista alla Cnn, al-Jubeir ha sottolineato che Riyad intende risolvere la questione in modo pacifico ma che l'Arabia Saudita ritiene in ogni caso l'Iran responsabile degli attacchi perché “i missili e i droni lanciati contro le strutture petrolifere erano costruiti e commissionati dal governo iraniano”.

Il ministro ha però fatto intendere che un conto è costruire i missili per poi girarli agli alleati, un altro (e ben più grave) è lanciare un vero e proprio attacco dal proprio territorio. “Questo – ha concluso al-Jubeir – sarebbe un vero e proprio atto di guerra”.

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