Corano in classe per sfidare gli insegnanti: la presa dell'islamismo sulle scuole francesi

Un docente francese racconta in un saggio il dilagare dell'islamismo nelle scuole francesi, usando uno pseudonimo per evitare ritorsioni. E confessa: "Avrei potuto essere io Samuel Paty"

Corano in classe per sfidare gli insegnanti: la presa dell'islamismo sulle scuole francesi

Cresce il fenomeno dell'islamismo nelle scuole francesi ma nessuno sembra curarsene. O meglio, quasi nessuno. Sotto lo pseudonimo di Laurent Valogne, un insegnante francese di 55 anni, ha raccontato la sua esperienza vissuta in primna persona in un saggio pubblicato dalla giornalista Carine Azzoppardi e intitolato Ces petits renoncements qui tuent (Plon), che sta diventando un caso letterario nel Paese d'Oltralpe, nel quale il professore lancia un accorato monito alle istituzioni francesi, colpevoli di aver chiuso gli occhi troppo a lungo rispetto alla preoccupante ascesa dell'islamismo radicale nelle scuole. Soggetto alle pressioni dell'istituto, alle minacce degli studenti, dei genitori degli studenti e talvolta dei suoi colleghi, Laurent non ha avuto altra scelta che parlare usando uno pseudonimo. Ha affidato la sua voce, non a caso, a Carine Azzopardi, giornalista, il cui marito, Guillaume Barreau-Decherf, è rimasto ucciso nell'attentato islamista del Bataclan. Il docente descrive la presenza, a scuola, di un'ideologia che sta insidiosamente guadagnando terreno nelle aule e che, se non verrà arginata rapidamente, minerà le fondamenta delle nostre società occidentali, aperte e tolleranti.

"Samuel Paty? Avrei potuto essere io"

Molti ricorderanno la storia di Samuel Paty, professore francese di 47 anni, ucciso barbaramente da un estremista musulmano dopo aver tenuto una lezione sulle vignette caricaturali di Maometto firmate dalla redazione di Charlie Hebdo. Il 18enne Abdoullakh Anzorov, filoterrorista ceceno, lo decapitò davanti alla scuola di Conflans-Sainte-Honorine, nella banlieue di Parigi. Laurent Valogne, insegnante in un cosiddetto sobborgo “difficile” della periferia parigina, vede "il fanatismo islamista prosperare e radicarsi nella scuola francese", come come racconta in un'intervista rilasciata a Europe1. La voce di Valogne è distorta nella registrazione, così che nessuno possa riconoscere la sua identità. A proposito di Samuel Paty, l'insegnante confessa: "Avrei potuto essere io". "Chiunque, oggi, potrebbe finire in vari tragici eventi come questo" sottolinea."Oserei credere che le autorità si siano accorte della gravità, penso che sia una svolta, ci sarà un prima e un dopo".

Insegnanti lasciati soli

Ma quell'attesa svolta dopo la barbara uccisione di Samuel Paty non c'è mai stata. Laurent Valogne racconta la sua vita quotidiana di professore di lettere, appassionato della sua professione. Pochi giorni dopo l'assassinio di Samuel Paty, narra agli studenti dell'arte della caricatura e cerca di spiegare la tradizione francese in merito. Il valore sociale della satira in una società libera. Poi arriva l'osservazione di uno studente islamico che gela il sangue: "Samuel Paty non meritava la morte, ma non bisogna prendere in giro il Profeta". Nel libro, il professore racconta altri momenti vissuti in aula che fotografano bene la situazione nelle periferie francesi, come la madre di una stuendetessa islamica che si rifiuta di lasciare che sua figlia si tolga i guanti a lezione di chimica; o un'alunna che, dopo aver visto un documentario sul matrimonio forzato in India, spiega che "le donne sono sulla terra per obbedire agli uomini", e nessuno studente della classe che reagisce per smentire tale affermazione. Valogne racconta inoltre che si stanno diffondendo abiti che "non esistevano quindici anni fa", come l'abaya, un lungo camice nero, di tessuto leggero, che copre tutto il corpo eccetto la testa, i piedi e le mani, spesso abbinato al niqab. Per non parlare di degli studenti che si prensentano in classe con il Corano per confutare le tesi dell'insegnante.

Scene che non scoraggiano l'insegnante, pronto a spiegare ai suoi studenti il valore della laicità e della libertà. "Faccio il lavoro più bello del mondo, sono molto felice nella mia classe, quando vedo che ci sono delle scintille che si accendono, è una vera gioia" racconta. "Questi sono giovani che stanno crescendo, bisogna avere pazienza, spiegare cos'è il registro della satira, cos'è la caricatura, bisogna fare un corso approfondito", spiega.

C'è un problema, però: secondo Valogne, non esiste una strategia comune degli insegnanti dinanzi all'islamismo dilagante, e questo spinge gli insegnanti ad autocensurarsi per paura di rappresaglie. Una denuncia che sta facendo molto discutere in Francia, mente il salafismo prospera, ogni giorno, nelle aule scolastiche.

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