Islamisti attaccano e uccidono otto caschi blu dell'Onu

I peacekeeper uccisi sono ciadiani, diciannove i feriti. Ci sono state anche numerose vittime tra le file degli islamisti

Islamisti attaccano e uccidono otto caschi blu dell'Onu

Diversi islamisti, al grido di "Allah Akbar", hanno attaccato e ucciso otto caschi blu dell'Onu nella mattinata di domenica 20 gennaio, intorno alle 6:15 ora locale (le 7:15 in Italia).

I caschi blu hanno perso la vita respingendo un attacco armato, supportato da molti veicoli, nei pressi del villaggio di Aguelhok, nella zona nord orientale del Mali. Ad Aguelhok è la prima grande battaglia che si registra tra i terroristi jidahisti e i caschi blu.

Gli uomini uccisi facevano parte delle forze di pace delle Nazioni Unite e partecipavano alla Minusma, cioè alla "United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali", vale a dire la Missione multidimensionale integrata di stabilizzazione delle Nazioni Unite in Mali.

A parte gli otto peacekeeper ciadiani uccisi, sono almeno diciannove gli uomini rimasti feriti, tutti ricoverati negli ospedali gestiti dalla Minusma. Ci sono state numerose vittime anche tra gli aggressori islamisti.

Il rappresentante del Segretario generale dell'Onu in Mali, Mahamat Saleh Annadif, ha condannato l'attacco definendolo "spregevole e criminale contro i caschi blu". Questo attacco "illustra la determinazione dei terroristi islamisti a seminare il caos; richiede una risposta forte, immediata e concertata da parte di tutte le forze per distruggere il pericolo del terrorismo nel Sahel" .

Il rappresentante del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha poi sottolineato che gli attacchi ai peacekeeper potrebbero essere classificati come "crimini di guerra". Mahamat Saleh Annadif ha anche promesso che Minusma "non lascerà impunita questa barbarie" compiuta dagli islamisti.

L'attacco è iniziato quando uomini armati sono apparsi di fronte a un checkpoint della missione Onu ad Aguelhok, nella regione di Kidal, e davanti al campo Minusma della stessa località. Gli assalitori erano, a quanto pare, numerosi e le forze di pace ciadiane, che controllano la città, hanno chiamato in loro aiuto gli elicotteri della missione Onu che alcuni minuti dopo sono arrivati dalla località di Tessalit. A metà giornata le forze di pace delle Nazioni Unite sembrano aver ripreso il controllo della situazione.

La missione Minusma, come spiega il Ministero della Difesa italiano, era stata decisa con la Risoluzione 2100 del 25 aprile 2013 dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite "per sostenere il processo politico di transizione e aiutare la stabilizzazione del Mali", per garantire "la sicurezza, la stabilizzazione e la protezione dei civili, sostenere il dialogo politico e la riconciliazione nazionale, assistere il ristabilimento dell'autorità statale, la ricostruzione del settore della sicurezza, e la promozione e protezione dei diritti umani nel paese". La componente militare di Minusma, che conta oltre 13 mila uomini di 57 Paesi, annovera osservatori militari, funzionari di staff e personale schierato a Kidal, Gao, Tomboctu, Mopti, tra le più grandi città maliane, dopo la capitale Bamako, che conta quasi due milioni di abitanti.

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