L'attacco di Johnson a Draghi: "Mette a rischio lotta al virus"

Il premier britannico Boris Johnson ha espresso un parere contrario di fronte alla decisione dell'Italia e della Ue di bloccare l'export di dosi di vaccino in Australia: "A rischio la lotta globale al virus"

L'attacco di Johnson a Draghi: "Mette a rischio lotta al virus"

A poche ore dalla telefonata con Mario Draghi, Boris Johnson sembra non aver apprezzato la decisione presa dal nostro Presidente del Consiglio unitamente all’Unione Europea. Recentemente l'Italia ha bloccato l’esportazione in Australia di 250.000 dosi di vaccino AstraZeneca, infialate ad Anagni. Dal numero 10 di Downing Street, Johnson ha affermato categorico: “porre limiti a esportazioni di vaccini mette a repentaglio lo sforzo globale contro il virus”.

Come riporta il Daily Express, Johnson si pone quindi come il primo leader mondiale ad avere un parte contrario alla mossa dell’Italia e di Bruxelles di bloccare l’export extra-Ue di un vaccino prodotto nell’Unione. “La ripresa globale dal Coronavirus dipende dalla collaborazione internazionale”, prosegue il leader britannico, che ha aggiunto: “dipendiamo tutti da una catena di distribuzione globale. Mettere a punto restrizioni pone a rischio gli sforzi di combattere il virus a livello globale”. L’obiettivo del governo Draghi, di comune accordo con la Ue, è di garantire una sufficiente dose di vaccini ai paesi europei, prima di consentire l’export alle nazioni extra europee. La decisione è stata presa il 2 marzo, ed è stata dettata dai tagli che la casa farmaceutica anglo-svedese sta operando nel Vecchio Continente da diverse settimane. In Italia, uno dei paesi più duramente colpiti dal Covid, la riduzione delle dosi è stata del 25%, del 70% in Europa. In questo modo il lotto destinato all’Australia verrà ridistribuito tra i paesi europei, costringendo AstraZeneca a "rispettare i contratti".

Dall’Australia intanto, il primo Ministro Scott Morrison fa sapere di aver compreso la mossa dell’Italia, fortemente danneggiata dal virus, ma prega la Commissione Europea di rivedere la decisione presa. “In Italia muoiono 300 persone al giorno”, ha affermato Morrison, concludendo: “quindi capisco perfettamente l’alto livello di ansia che stanno vivendo in Europa e in Italia, ma è importante che i contratti siano rispettati”.

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