L'accordo Turchia-Ue funziona: -90% di arrivi in Grecia

Il patto fra Ankara e Bruxelles consente di ridurre drasticamente il numero degli arrivi sulle isole greche: parallelamente, però, aumenta quello degli sbarchi in Italia

L'accordo Turchia-Ue funziona: -90% di arrivi in Grecia

L'accordo Turchia-Ue sui migranti funziona. Viene osservato, criticato, attaccato ma funziona. A certificarlo sono i dati forniti dall'agenzia europea per le frontiere esterne, Frontex.

Dati secondo cui a marzo 2016 gli ingressi clandestini nell'Unione nello scacchiere dei Balcani occidentali sono calati del 90% rispetto al mese precedente, e per aprile si prevede una tendenza analoga. Il dato del mese di marzo è stato pari a 4.930 accessi registrati.

Sono due, secondo Frontex, i principali fattori di questa inversione di tendenza: la decisione del governo macedone di blindare il muro di confine con la Grecia e l'entrata in vigore - dal 20 marzo scorso - dell'accordo fra Turchia e Unione Europea, con cui Ankara ha incassato la promessa dell'abolizione dei visti per i cittadini turchi.

Il riflesso di questa nuova intesa è evidente nel numero di sbarchi in Grecia: 26.460 a febbraio, meno della metà del mese precedente. Parallelamente, riferisce però Frontex, aumentano in modo esponenziale gli arrivi in Italia: rispetto a febbraio, gli sbarchi di marzo sono più che raddoppiati, passando a 9.600. Un anno fa erano stati appena 2283.

Interessante, infine, il dato relativo alla nazionalità dei migranti: se in Grecia arrivano in maggioranza siriani, iracheni e afghani, in Italia sbarcano prevalentemente persone provenienti dall'Africa sub-sahariana o dal Corno d'Africa.

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