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Missili e portaerei verso la Corea: Seul e Washington rispondono a Kim

Corea del Sud e Stati Uniti hanno lanciato cinque missili balistici a corto raggio Atacm nel Mar del Giappone in risposta al precedente test nordcoreano. E la USS Ronald Reagan fa rotta verso la penisola

Missili e portaerei Usa verso la Corea: Seul e Washington rispondono a Kim

Missile chiama missile. Corea del Sud e Stati Uniti hanno lanciato quattro missili terra-terra nel Mare Orientale in risposta al missile balistico a raggio intermedio (IRBM) della Corea del Nord e un Hyunmoo. Nell'ambito di esercitazioni congiunte, Seoul e Washington hanno lanciato ciascuna due Army Tactical Missile System (ATACMS) che hanno colpito con precisione bersagli fittizi e dimostrato la capacità di deterrenza degli alleati. Da sottolineare che uno degli altri due missili balistici Hyunmoo lanciati dalle forze armate statunitensi e sudcoreane si è schiantato poco dopo il lancio, innescando una esplosione e un incendio nella base aerea di Gangneung, nel nord-est del Paese.

La risposta di Corea del Sud e Stati Uniti

Il dipartimento della Difesa Usa aveva confermato già ieri di aver risposto al lancio di un missile nordcoreano sui cieli del Giappone settentrionale conducendo esercitazioni congiunte con Giappone e Corea del Sud. "Gli Stati Uniti condannano le azioni della Repubblica Popolare Democratica di Corea e la sollecitano a esimersi da ulteriori atti illegali e destabilizzanti", aveva dichiarato un portavoce del Pentagono, Patrick Ryder, riferendosi alla Corea del Nord.

Al netto dei cinque missili, la risposta immediata alla mossa di Pyongyang è stata un'altra. Poco dopo il test nordcoreano un caccia sudcoreano F-15K ha sganciato due bombe di precisione a guida satellitare Jadam su un'isola disabitata del Mar Giallo, Jikdo. all'esercitazione hanno preso parte quattro cacciabombardieri F-15K sudcoreani e quattro F-16 statunitensi. "Attraverso esercitazioni di volo e di attacco combinato, Corea del Sud e Stati Uniti hanno dimostrato la loro determinazione a rispondere severamente a ogni minaccia del Nord, oltre alle loro capacità di condurre attacchi di precisione all'origine delle provocazioni", si poteva leggere nel comunicato dello Stato maggiore della Difesa di Seoul.

Gli alleati, ha spiegato il Joint Chiefs of Staff (JCS) secondo quanto riportato dall'agenzia sudcoreana Yonhap, stanno mantenendo una piena disponibilità in mezzo alla possibilità di ulteriori provocazioni da parte del Nord. Non sono stati specificati né il luogo né l'ora esatti degli ultimi quattro lanci.

Nel frattempo la portaerei statunitense Ronald Reagan (CVN-76) ha deciso di tornare nel Mare dell'Est con una modifica urgente del suo piano operativo. Il colosso dei mari statunitense, che si trovava nelle acque limitrofe al Giappone, dovrebbe avvicinarsi alla Core del Sud nelle prossime ore per lanciare un altro avvertimento alla Corea del Nord.

Avaria ed esplosione

Nell'ambito delle citate esercitazioni congiunte in risposta alla provocazione nordcoreana c'è da segnalare un incidente capitato in Corea del Sud. La scorsa notte è stata avvertita un'esplosione non distante della base aerea di Gangneung. Le autorità hanno reso noto che è stata causata dall'avaria di uno dei missili lanciati da Seoul e Washington. Yonhap ha scritto che "il propellente è stato bruciato, mentre la testata stessa non è esplosa".

In particolare, la stampa sudcoreana ha evidenziato che uno dei missili balistici lanciati dalle forze armate statunitensi e sudcoreane si è schiantato poco dopo il lancio, innescando una esplosione e un incendio. Lo stato maggiore congiunto delle forze armate del Sud ha confermato l'incidente, che non avrebbe provocato vittime. Secondo lo stesso stato maggiore, il sistema d'arma che ha subito l'avaria è un missile balistico a corto raggio Hyumoo-2. Ricordiamo che la base aerea di Gangneung è sede della 18ma brigata aerea dell'Aeronautica militare sudcoreana (Rokaf).

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