La Via Lattea ci "parla": in arrivo novità rivoluzionarie per l'astronomia

Il 12 maggio verranno rivelate al mondo alcune scoperte relative alla nostra galassia, la Via Lattea, che dovrebbero riguardare il buco nero Sagittarius A*: ecco di cosa si tratta

La Via Lattea ci "parla": in arrivo novità rivoluzionarie per l'astronomia

Fra 12 giorni tutto il mondo potrebbe venire a conoscenza di qualcosa di rivoluzionario in campo astronomico: i dettagli non sono stati forniti per mantenere il mistero fino alla conferenza stampa del prossimo 12 maggio alle 16.30 ore italiane ma riguarderebbe la prima foto di sempre del buco nero Sagittarius A* che si trova nel bel mezzo della Via Lattea. Se davvero fossimo in possesso di una vera e propria "foto", più che altro l'immagine di quanto accade lì dentro, si tratterebbe di un momento storico in grado di fornire consocenze nuove e andare avanti con gli studi sui misteri dell'universo e della nostra galassia.

"Risultati rivoluzionari"

Gli astronomi presenteranno al mondo interno i risultati di un progetto chiamato Eht (Event Horizon Telescope) in stretta collaborazione con l'Eso (European Southern Observatory) iniziato nel lontano 2006 con passi sempre più giganti sulla conoscenza di pianeti, stelle, corpi celesti, galassie e buchi neri. I dettagli sono stati ricavati dagli addetti ai lavori perché le bocche dei diretti interessati sono rimaste cucite ma si parla di qualcosa di "rivoluzionario" e di "novità sensazionale". Come riporta il Corriere, gli esperti spiegano che acquisire un'immagine del genere, se davvero così fosse, del buco nero "è complessa quanto osservare un oggetto grande un millimetro dalla distanza di 13mila chilometri". Una roba, davvero, spaziale nel vero senso della parola.

I precedenti

Ma cos'è esattamente Sagittarius A*, con l'asterisco? È un buco nero, ossia un "corpo celeste con un campo gravitazionale così intenso da non lasciare sfuggire né la materia e neanche la radiazione elettromagnetica" e si trova, logicamente, all’interno della costellazione che prende il suo nome e della quale si parla ormai da diverso tempo. Un precedente relativa a una cosa simile c'è, e risale al 10 aprile 2019 quando fu mostrata per la prima volta l'immagine di un buco nero ma non come quello che si trova sulla Via Lattea. Il suo nome è "Messier 87", abbreviato in M87. Quell'immagine che fece rapidamente il giro del globom nonostante non di perfetta risoluzione a causa della distorsione tra spazio e tempo, mostrò i campi magnetici nei pressi del buco nero. Nonostante tutto, fu definita come "foto del secolo".

Nonostante quel grandioso traguardo, però, oltre all'M87 era in fase di studio qualcosa di ancora più grosso i cui risultati verranno svelati al mondo tra pochi giorni: cosa succede nel "Sagittarius A* o Sgr A*. Questo buco nero sarebbe così enorme da essere in grado di contenere per 4,3 milioni di volte la massa del Sole: la sua distanza dalla Terra è di 25mila anni luce.

Rispetto a M87, sarebbe più massiccio addirittura di 6 miliardi di volte. Insomma, dopo questo annuncio cresce l'attesa per quello che, oltre a diventare storico, potrebbe cambiare anche parametri e certezze in campo astronomico.

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