L'Europa vara la svolta green: ma niente fondi per il nucleare

La commissaria europea Elisa Ferreira conferma: "L'energia nucleare è esclusa dal meccanismo di transizione equa". Niente fondi Ue per chi vuole investire nel nucleare

L'Europa boccia il nucleare. La commissaria europea Elisa Ferreira ha rivelato i dettagli del meccanismo di transizione equa da 100 miliardi di euro, una componente finanziaria chiave del Green New Deal europeo che si pone l'obiettivo di rendere concreto l’obiettivo della neutralità climatica nel 2050. "L'energia nucleare è esclusa dal meccanismo di transizione equa", ha spiegato Ferreira, sottolineando come l'energia derivanti dall'atomo non sia stata inserita dal Parlamento di Strasburgo tra le fonti pulite che riceveranno parte dei finanziamenti provenienti dal New Green Deal europeo, nonostante i malumori di Francia e del gruppo di Visegrad (fatta eccezione per l'Austria). In base a quando dichiarato dai vertici Ue, il fondo è progettato per convincere i Paesi dipendenti dal carbone, come la Polonia, per esempio, ad abbracciare il Green Deal, aiutandoli a superare i costi finanziari e sociali necessari ad allontanarsi dall'uso dei combustibili fossili.

"Il meccanismo per una transizione giusta - sottolineano Ferreira e Frans Timmermans - è un nuovo modo per coinvolgere tutte le parti e contribuire a raggiungere la prosperità, il benessere e un futuro più verde per le generazioni che verranno. Nel quadro del meccanismo sarà istituito un Fondo per una transizione giusta dotato di nuove risorse, che vanno ad aggiungersi alla dotazione di bilancio dell’Ue, volte a fornire sovvenzioni per la diversificazione economica e per la formazione dei lavoratori". Saranno inoltre mobilitati, spiegano, "fondi privati per contribuire a creare nuove attività economiche in sostituzione di quelle inquinanti". Infine, attraverso la Bei verranno erogati prestiti a condizioni favorevoli alle autorità locali per finanziare progetti verdi. L’insieme di questi strumenti genererà e incentiverà investimenti per un valore di almeno 100 miliardi di euro.

Tuttavia, il furore ideologico anti-nucleare della nuova europa "gretina" ha fatto sì che il nucleare venisse escluso. Il Foratom, il forum europeo per l'energia atomica, in un comunicato stampa "si rammarica della proposta della Commissione europea di escludere tali finanziamenti per le centrali nucleari. Numerose relazioni pubblicate negli ultimi 18 mesi evidenziano come il nucleare sia una componente essenziale di un'economia a basse emissioni". Tant'è che, come ricorda il Foratom, diversi Stati Ue hanno chiarito che per impegnarsi a raggiungere gli obiettivi da qui al 2050 è necessario consentire loro di investire nell'energia nucleare. "I vantaggi della transizione del lavoro dal carbone all'industria nucleare sono già stati dimostrati sia in Francia che nel Regno Unito", osserva il direttore generale del Foratom Yves Desbazeille. Come sottolineato dalla rivista americana the National Interest, la sinistra vuole "decarbonizzare" gli Usa - e l'Ue - e sostituire i combustibili fossi con fonti rinnovabili. Tuttavia, sottolinea la rivista americana, "esistono solo due modi comprovati per ridurre le emissioni e fornire elettricità: costruire centrali a gas naturale e centrali nucleari”.

Nel frattempo, anche Fridays for future Italia boccia senza mezzi termini il Green New Deal europeo in un post pubblicato sui social: "Per arrivare sulla luna servirebbe un razzo mentre quì, al massimo, parliamo di un monopattino colorato di verde".

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Commenti

dagoleo

Ven, 17/01/2020 - 12:56

e come farà ora la Francia?

Altoviti

Sab, 18/01/2020 - 14:29

Il nucleare non è "green", le centrali attuali sono molto pericolose, tanti incidenti non hanno fatto cronaca ma sono successi più volte incidenti di inizio fusione del reattore con rilascio di sotanze radioattive nell'atmosfera, come in Francia nel 1969 e nel 1980. Bisogna sviluppare la filiera a sali fusi di Torio che non è troppo pericolosa, i cinesi lo fanno ma la Ue è ancora a far i supergeneratori per colpa della lobby. C'è poi da considerare che l'uranio toglie libertà ai paesi produttori che si ritrovano sotto dominio di fatto dei loro clienti che usano il guanto di ferro come lo fa la Francia per i paesi africano produttori.