La lezione dell'Australia: "Sui migranti la Ue abbandoni il buonismo e faccia come noi"

L'ex premier australiano Abbott bacchetta i vertici dell'Unione: "Un approccio pietistico non porta a nulla. Serve chiudere le frontiere e combattere il terrorismo: io ho azzerato gli sbarchi"

La lezione dell'Australia: "Sui migranti la Ue abbandoni il buonismo e faccia come noi"

Lunedì a Londra l'ex premier australiano Tony Abbott ha tenuto una conferenza alla London Guildhall con un importante messaggio di fondo: sulla questione migranti l'Unione Europea dovrebbe prendere esempio proprio dal suo Paese.

Il conservatore Abbott, alla guida del governo federale di Canberra fino al 15 settembre scorso, quando è stato sfiduciato. In carica per due anni, Abbott ha molto da dire sulla questione dei rifugiati: nel 2013, infatti, l'Australia adottò un vero e proprio piano militare di contrasto all'immigrazione clandestina.

Le navi della Marina militare intercettavano i profughi sul limite delle acque territoriali, le soccorrevano dando loro acqua e cibo e le intimavano di allontanarsi dalle acque australiane. I risultati di questa operazione denominata non a caso "Sovereign Borders" ("Confini sovrani", ndr) parlano da soli: nel 2013 gli sbarchi illegali erano stati ventimila, l'anno successivo appena 147.

Una strategia affatto diversa da quella - inesistente - dell'Unione Europea, divisa tra rispetto formale delle leggi europee già abbandonate nella pratica e legislazioni nazionali sempre più rivolte a difendere i confini dei singoli Stati.

In questo contesto, Abbott ha pronunciato parole che fanno riflettere: "Al fondo di ogni politica occidentale c'è sempre l'imperativo cristiano di amare il prossimo: ma questo istinto ha portato gran parte dell'Europa a commettere un errore catastrofico. La giustizia temperata dalla pietà è un ideale giusto, ma troppo pietismo rischia di compromettere la giustizia. Per tutti."

"L'Australia - ha proseguito Abbott - è l'unico Paese che ha sconfitto con successo il mercato dei trafficanti di uomini, dovreste prendere esempio da noi. La protezione delle frontiere richiede, com'è ovvio, l'uso della forza, l'impiego di risorse logistiche e spese non indifferenti. Nessun Paese può aprire tutte le frontiere senza venirne indebolito. Poi c'è il problema del terrorismo interno, che richiede una risposta molto seria."

Parole che suonano ancor più significative se si considera che quello di Londra è il primo importante discorso pubblico di Abbott dopo le dimissioni. Quasi un testamento politico e un monito: la Ue si svegli dal torpore. Sulla questione migranti non si può più andare avanti così.

@giovannimasini