Urlarono "fot...." ai russi: che fine hanno fatto i soldati dell'Isola dei Serpenti

Creduti morti, i soldati di Snake Island di cui molto si era parlato nei primi giorni del conflitto fra Russia ed Ucraina sono stati rilasciati in cambio di 11 uomini russi

Urlarono "fot...." ai russi: che fine hanno fatto i soldati dell'Isola dei Serpenti

Erano stati dati per morti, e invece i 13 soldati ucraini di Snake Island non solo sono ancora vivi, ma sono stati recentemente liberati. Divenuti noti per aver opposto resistenza all'avanzata russa, arrivando addirittuta a mandare a "farsi f*****” la nave nemica in avvicinamento, gli uomini dell'isola del Serpente catturati dall'esercito di Putin sono stati rilasciati.

Cosa era successo

Il caso dei soldati ucraini era divenuto virale sul web grazie ad un video diffuso sui social. Nel filmato, risalente allo scorso mese di febbraio, si udivano i militari rispondere con veemenza all'equipaggio di una nave da guerra russa in avvicinamento. All'invito ad arrendersi e a deporre le armi, avevano infatti urlato:"Nave militare russa, andate a f******”.

L'episodio, avvenuto all'esordio (24 febbraio) del conflitto fra Russia ed Ucraina, era divenuto per alcuni un esempio della resistenza delle forze ucraine. Si era poi diffusa la voce che i militari presenti sull’isola non fossero sopravvissuti dopo l'attacco della marina russa. Lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva voluto ricordare l'atto di eroismo dei suoi uomini, annunciando che questi sarebbero stati insigniti del riconoscimento postumo "Eroe dell'Ucraina".

Poi la smentita della Marina, arrivata alcuni giorni dopo: i soldati erano vivi, ed erano stati presi come prigionieri. Gli uomini dell'isola del Serpente, avamposto strategico a poche miglia di distanza dalla Romania, erano stati dunque catturati, non uccisi. Anche Mosca aveva smentito la notizia della morte dei soldati ucraini, precisando che 82 uomini, non 13, si erano volontariamente arresi alle forze russe ed erano stati fatti prigionieri. Scortati sulla banchina, avevano ricevuto cibo e acqua prima di essere portati a Sebastopoli, in Crimea.

Dopo un mese, la libertà

Come riportato da Repubblica, il portavoce del ministero della Difesa russo, il general maggiore Igor Konashenkov, aveva assicurato che i soldati sarebbero presto stati restituiti alle loro famiglie. Proprio oggi, un mese esatto dopo la cattura, gli uomini sono stati liberati in uno scambio di prigionieri, come confermato dallo stesso parlamento ucraino. In cambio della liberazione dei soldati, la Russia ha voluto che fossero rilasciati 11 dei suoi militari, equipaggio di una nave affondata nei pressi di Odessa.

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