Libia, Al Sarraj attacca l'Europa: "Posizione debole, Ue ha ruolo marginale"

A poche ore dall'inizio della conferenza di Berlino sulla Libia, Fayez Al Sarraj ha chiesto una missione internazionale ed ha anche attaccato l'operato dell'Europa

Libia, Al Sarraj attacca l'Europa: "Posizione debole, Ue ha ruolo marginale"

Fino all’ultimo la sua presenza era in discussione: la conferenza di Berlino ha rischiato di iniziare senza il premier libico Fayez Al Sarraj, il quale però alla fine è stato convinto a recarsi nella capitale tedesca.

Qui potrebbe assistere ad un accordo che, di fatto, segnerebbe la sua fine politica visto che uno degli obiettivi delle Nazioni Unite, a cui è stata intestata l’organizzazione del vertice, è la formazione di un nuovo governo che ottenga la fiducia anche del parlamento di Tobruck, braccio politico del generale Haftar.

Al Sarraj, prima di partire alla volta di Berlino, ha comunque rilasciato alcune dichiarazioni volte a spiegare nuovamente la propria posizione in vista del vertice. E lo ha fatto in un’intervista concessa al giornale tedesco Welt am Sonntag.

Ad emergere è stata, ancora una volta, la volontà di non incontrare Haftar e di non avere con il generale uomo forte della Cirenaica alcun colloquio diretto. Lo si è ben intuito quando il premier libico ha parlato della possibilità di vedere istituita in Libia una missione internazionale: “Accogliamo con favore una forza di protezione – ha dichiarato Al Sarraj – non perché dobbiamo essere protetti come governo, ma al fine di proteggere la popolazione civile libica che è stata bombardata per nove mesi”.

In poche parole, il premier libico ha chiesto protezione dagli attacchi del generale Haftar, visto dunque non come interlocutore ma come aggressore. Il riferimento ai nove mesi riguarda proprio l’inizio dell’offensiva del generale su Tripoli, avviata per l’appunto il 4 aprile.

“A questa missione – ha poi proseguito Al Sarraj – è necessario determinare chi vi parteciperà, che si tratti dell'Unione europea, dell'Unione africana o della Lega araba”.

Nell’intervista al giornale tedesco, il premier libico ha poi lanciato una frecciata molto pesante all’Europa: “L'Ue deve fare autocritica. Gli europei sono arrivati tardi – ha affermato il capo dell’esecutivo stanziato a Tripoli – Ci aspettavamo che l'Europa si schierasse in modo chiaro contro l'offensiva di Khalifa Haftar, ma così non è stato e finora la Ue ha avuto un ruolo modesto”.

Un concetto questo, già espresso a più riprese nelle ultime settimane quando Al Sarraj ha parlato proprio delle debolezze europee per giustificare la sua scelta di stringere un patto molto forte con la Turchia di Erdogan.

Intanto il vertice di Berlino oramai è realtà: tanti i dubbi e tante le incognite in merito ad una delle riunioni più delicate degli ultimi anni sulla Libia. L’obiettivo principale, da parte degli attori più interessati, è quello di consolidare il cessate il fuoco e la tregua. In questa maniera poi, si potrebbe tornare a parlare di un percorso politico in grado di dare alla Libia un nuovo esecutivo e portare il paese a nuove elezioni.

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