L'Isis mette in vendita i cadaveri dei nemici

Dai 10mila ai 20mila dollari per restituire i corpi dei peshmerga curdi uccisi ai loro commilitoni

L'Isis mette in vendita i cadaveri dei nemici

Il califfato guadagna vendendo i cadaveri dei nemici uccisi. In Iraq i miliziani dell’Isis, secondo i servizi segreti tedeschi, come rivela il Tempo, chiedono dai 10mila ai 20mila dollari per restituire i corpi dei peshmerga curdi uccisi ai loro commilitoni. I soldi scarseggiano, quelli ricavati dalla vendita di contrabbando del petrolio del Kurdistan sono scesi da un milione a 300mila dollari al giorno. Da qui l’idea di effettuare sequestri lampo di iracheni e siriani, il cui riscatto è di 500-1000 dollari, e di vendere i cadaveri dei nemici per comprare armi e continuare la jhiad. Intanto la Turchia ha effettuato ieri un blitz in Siria per riportare in patria i 38 militari di guardia al mausoleo di Suleyman Shah e le spoglie del nonno del fondatore dell’Impero ottomano, Osman Gazi.

I militari turchi, prima di far esplodere il mausoleo, hanno prelevato varie opere d’arte e nell’operazione è morto anche un soldato. A quanto pare, però, il governo siriano non era stato messo al corrente dell’operazione dai turchi.

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