Talebani alle porte di Kabul: ritiro del personale italiano

I talebani sono a undici chilometri di Kabul ed è caduta anche Mazar-i-Sharif. La Farnesina avvia le procedura di evacuazione degli italiani presenti in Afghanistan

L'Italia avvia il ponte aereo. I talebani alle porte di Kabul

Gli italiani iniziano ad abbandonare l'Afghanistan. La Farnesina ha fatto sapere che alla luce del "grave deterioramento delle condizioni di sicurezza" inizia il rimpatrio dei nostri connazionale. Come riportato dal Corriere della Sera, alle persone registrate al sito web dell'ambasciata italiana a Kabul è stata inviata una mail in cui si comunica che domani, 15 agosto, partirà un aereo dell'Aeronautica militare per evacuare chi desidera lasciare il Paese. Non è stato specificato, per il momento, se sarà evacuata anche l'ambasciata italiana. Questo il testo della mail cui ha avuto accesso AdnKronos: "Gentile connazionale, facendo seguito agli inviti formulati a lasciare il Paese, le comunichiamo che, visto il grave deterioramento delle condizioni di sicurezza, viene messo a disposizione dei cittadini italiani un volo dell'Aereonautica Militare nella giornata di domani 15 agosto alle ore 21.30 circa dall'aeroporto di Kabul. Le formuliamo l'invito a lasciare il Paese con questo mezzo".

La situazione è precipitata nelle ultime ore con l'avanzata inarrestabile dei talebani alle porte di Kabul. Le forze degli studenti coranici si trovano a circa 11 chilometri dalla capitale e sembra ormai certa una capitolazione del governo. Le forze di sicurezza provano a resistere negli ultimi bastioni rimasti, ma la caduta di Mazar-i-Sharif, ultima grande città che sembrava resistere all'assedio talebano, ha gettato nello sconforto le poche forze rimaste ancora fedeli a Kabul. La caduta della città, arrivata dopo quella di Herat e Kandahar, sembra essere la spallata finale prima dell'assedio della capitale. In queste ore, i talebani hanno inoltre catturato Sharana, Mehtarlam e Asadabad e Mihterlam nella parte orientale del Paese e Maymana a nord. Un'ascesa che che in larga parte è avvenuta con la resa dei combattenti e con pochi fedelissimi che ancora resistono negli ultimi presidi militari. Anche i signori della guerra nemici dei talebani hanno dovuto arrendersi di fronte a quella che appare come una riconquista senza possibilità di essere fermata.

A Kabul intanto sono arrivati i primi battaglioni di marines e di soldati britannici per evacuare il grosso dei civili ancora presenti nella capitale. Insieme a loro andranno via i collaboratori afghani che hanno lavorato insieme alle truppe di Londra e Washington. L'amministrazione Biden sembra essere sempre più convinta della prossima caduta di Kabul: il ritiro delle truppe, da completare il 31 agosto, appare ormai come la chiusura dell'ineluttabile destino di un Afghanistan che sembra tornato indietro di venti anni.

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