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L'offensiva ucraina sfonda a Kherson. La Duma approva i "confini mobili"

Dopo la presa di Lyman Kiev avanza nel Donetsk e fa progressi anche a Sud. Mosca in difficoltà non definisce le zone annesse

L'offensiva ucraina sfonda a Kherson. La Duma approva i "confini mobili"

Dopo la riconquista di Lyman - che rappresenta la più grande perdita sul campo subita da Mosca dopo la fulminea controffensiva ucraina nella regione nord-orientale di Kharkiv lo scorso mese, al punto che la notizia è completamente scomparsa dalle Tv russe - l'esercito di Kiev continua a combattere a Kherson, una delle quattro regioni annesse alla Russia con il referendum di venerdì scorso, e guadagna terreno all'interno delle aree liberate.

Un'avanzata talmente repentina, da spingere il Cremlino a pensare di modificare i confini dei territori annessi nell'Ucraina meridionale consultando le popolazioni di Kherson e Zaporizhzhia. Mentre per quanto riguarda le due sedicenti repubbliche del Donbass (Dontesk e Lugansk) le frontiere rimarranno quelle del 2014.
Le stesse autorità imposte dal Cremlino nella provincia meridionale hanno ammesso che i soldati di Zelensky sono avanzati in più punti, prendendo il controllo di diverse città. Anche il portavoce del ministero della Difesa di Mosca ha detto che l'esercito ucraino è penetrato nelle linee di difesa russa, ma la potenza di fuoco di Mosca continuerebbe ad infliggere pesanti danni al nemico. Eppure la presa della città di Lyman - strategicamente importante per la sua posizione di comando su un ponte stradale sul fiume Siverskyi Donets, dietro il quale la Russia sta cercando di consolidare le proprie difese - potrebbe rivelarsi determinante affinché l'Ucraina riesca a recuperare il territorio perduto nella vicina regione di Lugansk.

Qui le truppe di Kiev stanno cercando di sfondare le linee di difesa russa nell'area di Kreminna. «Le nostre unità hanno già preso la città di Torske sulla strada per Kreminna e stanno attaccando con il fuoco dell'artiglieria le unità nemiche che cercano di costruire una difesa», spiega il portavoce del Gruppo Orientale delle Forze Armate ucraine, Serhiy Cherevaty. Mantenere Kreminna, secondo il generale ucraino, per i russi è molto importante perché la sua conquista schiuderebbe alle truppe la riconquista della regione di Lugansk e di Severodonetsk e Lysychansk. Ma i filorussi dell'amministrazione militare-civile di Kherson ostentano sicurezza. «Tutto è calmo», dicono assicurando che stanno mantenendo le linee di difesa nella regione. Per stringere ancora più nella morsa i russi, Kiev sta cercando di vincere le resistenze americane a fornire sistemi lanciarazzi a più lunga gittata proponendo agli Stati Uniti la condivisione dei suoi target e garantendo che mandare armi più potenti non porterebbe ad attacchi nel territorio russo.

Nel sud le forze armate russe ieri hanno lanciato missili su Zaporizhzhia danneggiando pesantemente diverse infrastrutture, tra cui anche un centro di riabilitazione per bambini con esigenze speciali. Ci sono state vittime. Dopo l'annessione alla Federazione della regione dove si trova la centrale nucleare più grande d'Europa, sono aumentati gli interrogativi sul destino dell'impianto, tanto che subito dopo l'ufficializzazione dell'esito del referendum i russi hanno rapito il direttore della centrale, Ihor Murashov, rilasciato soltanto ieri, come ha annunciato il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Rafael Grossi. A Kharkiv, invece, è stata trovata una nuova camera di tortura usata dalle forze russe in una cantina nel villaggio di Pisky-Radkivski, nella regione recentemente ripresa dall'esercito di Kiev.

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