L'orgoglio francese arriva anche a scuola: sì alla bandiera in aula

L'assemblea nazionale francese ha approvato l'emendamento che rende obbligatoria l'esposizione nelle aule delle scuole la bandiera nazionale, il testo della "Marsigliese" e il vessillo dell'Unione Europea. Proteste della sinistra

L'orgoglio francese arriva anche a scuola: sì alla bandiera in aula

Tutto si può dire dei Francesi tranne che non siano orgogliosi della loro storia e della loro nazione. È in questa direzione che va la norma, appena approvata dall'Assemblea nazionale, che renderà obbligatoria in tutte le scuole, pubbliche e private, la bandiera nazionale francese - insieme a quella europea - e il testo dell'inno nazionale, "La Marseillaise".

L'iniziativa, frutto dell'emendamento presentato in aula dal deputato conservatore Eric Ciotti (Les Republicains), è stata accolta con favore da una buona parte dell'opinione pubblica. D'accordo anche il ministro dell'Istruzione, Jean-Michel Blanquer, il quale ha fatto intendere che alla fine il governo potrebbe optare per una scelta più economica. L'idea di Macron è di realizzare e mandare alle scuole primarie e secondarie un poster con stampate le due bandiere e il testo dell'inno nazionale francese.

"Abbiamo voluto reintrodurre i valori della Repubblica al centro dell'attività scilastica e promuovere il sentimento patriottico", ha spiegato il deputato Ciotti. Il ddl con la riforma scolastica, che prevede l'obbligo della scuola a partire da 3 anni invece che 6 (con l'inglobamento della scuola materna in quella primaria), sarà sottoposto martedì 19 febbraio al voto dell'Assemblea nazionale, per poi passare al Senato.

A votare contro è stata la sinistra. Come riporta Euronews, Michel Larive, del partito La France Insoumise, ritiene che le bandiere vengono già esposte al di fuori delle scuole. Questo, ha ribadito, è sufficiente per evocare "il rispetto per la patria senza virare verso il nazionalismo". "Le scuole non sono caserme", la sua posizione. Anche Elsa Foucillon (Parti Communiste) ha denunciato il voto, lamentando che l'emendamento è stato approvato da "coloro che preferiscono discutere di identità piuttosto che di uguaglianza".