L'Ue rincara la dose con Mosca Sanzioni ancora per un anno

L'Unione europea mette ancora una volta nel mirino la Russia di Vladimir Putin con l'estensione delle sanzioni fino a giugno 2019

L'Ue rincara la dose con Mosca Sanzioni ancora per un anno

L'Unione europea mette ancora una volta nel mirino la Russia di Vladimir Putin. Nonostante la posizione del governo italiano che ha chiesto una riapertura del dialogo per revocare le sanzioni contro Mosca, arriva la decisione di Bruxelles che complica sempre di più i rapporti tra Ue e Cremlino. L'Unione Europea ha infatti deciso l'estensione per un anno delle sanzioni fino al 23 giugno del 2019. Le misure di fatto verranno applicate a tutte le persone e le società residenti nell'Unione europea con il divieto di import di prodotti della Crimea o di Sebastopoli.

È rimasto dunque inascoltato l'appello del premier Giuseppe Conte che proprio qualche giono fa aveva chiesto una linea più morbida su Mosca: "Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa", aveva detto il presidente del Consiglio. Insomma il braccio di ferro tra l'Ue e Mosca prosegue. Ma il fronte europeo potrebbe spaccarsi come già accaduto al G7. E sulla scelta di Bruxelles è arrivato il commento del vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli: "E’ deleteria e irrazionale la scelta del Consiglio Europeo di rinnovare le sanzioni economiche europee alla Russia nella parte relativa alla Crimea. Una decisione politica contraria a quanto chiesto dall’Italia, e contraria anche alle aperture che arrivano dagli Stati Uniti, e che fa presumere il successivo rinnovo delle sanzioni economiche riguardanti tutta la Russia nei prossimi mesi. Dall’Europa un comportamento assurdo. Ma finalmente l’Italia in Europa ha rialzato la testa e non si presenta più ‘zerbinata’ ai diktat di Bruxelles e Berlino, non siamo più i tafazzisti che, con i Governi Renzi e Gentiloni, votavano a favore delle sanzioni economiche europee alla Russia, con danni miliardari per il nostro export e i nostri produttori".

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