L'ultimo orrore dell'Isis: "Così decapitano pure i bimbi"

Sangue nel Paese africano. Il Califfato vuole il controllo di un territorio ricco di petrolio

L'ultimo orrore dell'Isis: "Così decapitano pure i bimbi"

Bambini decapitati dallo Stato islamico, massacri di civili fatti a pezzi a colpi di machete, truppe governative e mercenari, che non vanno per il sottile, 670mila profughi e una terra ricca di gas e rubini, che ha attirato l'attenzione dell'Eni. Nell'Africa dimenticata, una costola sanguinaria del Califfato sta seminando il terrore infestando il nord est del Mozambico. Save the children ha denunciato, dopo aver intervistato le madri in fuga dalle razzie, l'orrore della decapitazione di bambini.

I nomi sono inventati per proteggere i testimoni. Elsa ha raccontato come i diavoli jihadisti del continente nero abbiano tagliato la testa a suo figlio Felipe di 12 anni. «Il nostro villaggio è stato attaccato e le case date alle fiamme. Quando tutto è iniziato ero a casa con i miei quattro figli - racconta Elsa - Abbiamo cercato di scappare nel bosco, ma hanno preso mio figlio maggiore e decapitato. Non potevamo fare nulla perché saremmo stati uccisi anche noi». I tagliagole fanno parte di un movimento islamico infiltrato nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, nel 2015, grazie ad alcuni predicatori giunti dal Kenya e dalla confinante Tanzania, che hanno messo in piedi una rete parallela di moschee. Due anni dopo con l'arrivo di un comandante jihadista ugandese proveniente dal Congo il salto di qualità della lotta armata del gruppo Ahlu Sunnah Wal Jammah.

I militanti mozambicano aderiscono al Califfato e lanciano attacchi «contro i crociati dell'esercito mozambicano». I metodi sono brutali come dimostrano le poche immagini che arrivano dal nord est del Mozambico chiuso ai giornalisti. In una fossa comune scavata in mezzo alla terra sono stati gettati una ventina di cadaveri, tutti civili. I corpi di bambini hanno tagli profondi alla nuca come se avessero provato a decapitarli. Le schiene delle donne sono squarciate dai fendenti dei machete. Uomini disarmati con la gola tagliata sono abbandonati nella foresta per farli ritrovare e seminare il terrore. I morti dal 2017 sono almeno 2.614, compresi 1.312 civili ed i rifugiati fuggiti anche via mare 670mila. Fra le vittime anche seguaci della Comunità di Sant' Egidio, che 30 anni fa aveva mediato la fine della guerra civile con l'intervento pacificatore dei nostri alpini. Per contrastare la minaccia, il governo di Maputo ha prima assoldato i mercenari russi della Wagner, che però perdevano dozzine di uomini e non sono riusciti a fermare l'avanzata jihadista. Anche l'esercito mozambicano si è macchiato di crimini di guerra e ha chiesto aiuto alle società di sicurezza sudafricane Dyke advisory group e Paramount group, arrivate in forze.

Lo scorso anno i tagliagole guidati dal tanzaniano Abu Yasir Hassan hanno conquistato una città, Mocimboa da Praia. In dicembre sono riusciti a sferrare un attacco a una ventina di chilometri dalla penisola di Afungi, dove Eni, Exxon Mobil e Total stanno lavorando ad un giacimento off shore di gas naturale con un investimento di 50 milioni di dollari. I tentacoli jihadisti, come hanno fatto in Siria e Iraq, vogliono impadronirsi delle risorse energetiche e delle miniere di rubini. Gli americani sono scesi in campo e due giorni fa hanno annunciato l'avvio di un programma di addestramento antiterrorismo delle truppe mozambicane. Il 10 marzo Washington ha inserito nella lista nera del terrorismo l'Isis africano. Il governo ha cambiato i vertici militari e pure il Portogallo, ex potenza coloniale e l'Ue sono disposti ad intervenire.

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