Maniaco entra (nudo) nella casa del 13enne

Le telecamere di sicurezza hanno ripreso le immagini del maniaco, immortalato mentre, completamente nudo, sale le scale alla ricerca della camera della 13enne di cui si era infatuato. Aveva già provato a farlo con altre adolescenti in passato

Un fatto che ha dell’incredibile quello che ha visto come protagonista un maniaco, colto in azione all’interno di una villetta di Fontana, in California (Usa).

Ripreso dalle telecamere di sicurezza installate all’interno della casa, intorno alle 3 del mattino fa la sua comparsa un maniaco pedofilo completamente nudo. L’indiziato, il 21enne Jonathan Ward, era andato a colpo sicuro in quell’abitazione, alla ricerca di una ragazzina di 13 anni di cui aveva studiato abitudini e luoghi frequentati attraverso le pagine dei social network.

Una volta trovata la porta aperta, il maniaco non ha esitato neppure un istante. Si è tolto i vestiti di dosso ed ha raggiunto il piano superiore della casa completamente nudo, con l’intento di trovare la camera da letto dell’adolescente. La 13enne, risvegliata dal sonno ha iniziato ad urlare, terrorizzata, richiamando l’attenzione dei genitori che hanno fatto scattare immediatamente l’allarme. In pochi minuti gli agenti di polizia si sono trovati sul posto, ma il maniaco aveva già fatto in tempo ad allontanarsi.

Ciò nonostante le telecamere di sicurezza hanno ripreso perfettamente il colpevole, che tra l’altro ad un certo punto si volta proprio verso l’obiettivo e fa un gesto con il dito sulle labbra, come a voler indicare di tacere e di non far rumore ad un ipotetico spettatore. Con il materiale raccolto, la polizia ha potuto identificare il maniaco, arrestato nella sua casa.

In occasione dell’interrogatorio, quest’ultimo ha ammesso di aver concentrato la propria attenzione su una scuola di danza della zona, rimanendo colpito dalla bellezza di alcune ragazzine che la frequentavano. A conferma della sua versione, così come del sospetto degli agenti che già in altre occasioni Ward avesse tentato sortite simili a quella per la quale era finito in manette, le parole della madre di un’altra ragazzina, allieva della sopra citata scuola. Secondo quanto da lei riportato, lo stesso ragazzo avrebbe tentato in più di un’occasione di introdursi anche all’interno della sua abitazione, ostacolato nel piano solo dalla presenza di un cane da guardia in giardino.

Ward era solito controllare le sue vittime spiandone i profili dalle pagine dei social network. Attraverso le foto pubblicate, poi, tentava di risalire a dei particolari che potessero indicargli dove si trovasse l’abitazione delle giovani vittime.