Messico, contadini si armano contro i narcos. Arruolati anche minori

La minaccia contro cui i contadini messicani hanno deciso di difendersi impugnando le armi è rappresentata dalla gang denominata Los Ardillos

Messico, contadini si armano contro i narcos. Arruolati anche minori

I contadini di un villaggio messicano hanno deciso di impugnare le armi per difendersi dalle incursioni dei narcotrafficanti. Vista l’inerzia delle istituzioni locali, la comunità di Ayahualtempa, nello Stato di Guerrero, nel sudovest del Paese, ha infatti provveduto a organizzarsi per spezzare l’accerchiamento della mala. Almeno nove campesinos sono stati uccisi dal 2019, ma i residenti lamentano che le loro suppliche alle autorità siano cadute nel vuoto. Il villaggio in questione è inoltre attualmente circondato da coltivazioni di oppio, con i campesinos preoccupati che le loro colture tradizionali, ossia fagioli e mais, possano venire prima o poi soppiantate da quelle imposte dai narcos. La piaga della criminalità organizzata è un problema annoso del Messico, afflitto sia dalla brutalità delle gang sia dalla corruzione e dalla violenza indiscriminata delle forze dell’ordine.

Arruolati anche bambini soldato

I contadini di Ayahualtempa, constatata l’indifferenza delle autorità a fronte dei rapimenti e dei saccheggi commessi finora dai narcos contro il villaggio, hanno di conseguenza messo su una forza armata di autodifesa, che organizza ronde a cui partecipano anche bambini. I pattugliamenti dei dintorni si svolgono infatti con la partecipazione persino di minori, che prestano servizio impugnando per il momento fucili replica, ma prima o poi reggeranno armi vere. Tra i minori che montano la guardia c’è anche il 17enne Chayo, entrato nell’unità di autodifesa quando lui aveva 15 anni di età per difendere il suo villaggio contro le incursioni e i rapimenti di contadini inermi messi in atto dalle gang: “Se vai a scuola, ti possono rapire”.

La minaccia a cui i contadini intendono rispondere mediante tali ronde è rappresentata dalla banda criminale denominata Los Ardillos, accusata dalla comunità citata di volere prendere con la forza il controllo di Ayahualtempa. Il governo statale e nazionale, accusano gli organizzatori della forza di autodifesa, non avrebbero finora offerto alcun sostegno alla comunità minacciata dalla mala: “Sono passati 15 mesi”, ha tuonato Bernardino Sanchez, capo della forza di autodifesa, “da quando il governo è venuto qui e ha promesso di sostenerci. Finora non abbiamo visto alcun aiuto”.

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