Migranti, la Merkel e l'Unhcr candidati al Nobel per la Pace

L'intenzione del comitato è legare il premio all'emergenza immigrazione. E trai i papabili spunta Bergoglio

Migranti, la Merkel e l'Unhcr candidati al Nobel per la Pace

Angela Merkel, Papa Francesco o l’agenzia Onu per i rifugiati. Sono questi i nomi, che circolano con insistenza a Stoccolma, come i principali candidati per vincere il premio Nobel per la Pace. Il riconoscimento verrà annunciato tra una settimana esatta, il 9 ottobre a Oslo, e in pole position tra i 273 nominati ci sarebbero proprio la cancelliera tedesca, il Pontefice e l'Unhcr. Questo perché l'intenzione dei giurati è legare il premio all'emergenza immigrazione.

Kristian Berg Harpviken, direttore del Peace Research Institute di Oslo che, pur non essendo affiliato ai Nobel, compila un breve elenco annuale, punta tutto sulla cancelliera tedesca riconoscendole avere mostrato "leadership morale in un momento critico", quando cioè centinaia di migliaia di disperati hanno iniziato a premere per entrare nell'Unione europea. Non sarebbe solo l'impegno per gli immigrati ad affascinare il comitato di Stoccolma. Contattato dall’agenzia di stampa Dpa, Harpviken ha ricordato che "la Merkel è stata nominata dai parlamentari tedeschi per il suo ruolo nel mediare un cessate il fuoco nell’Ucraina orientale". Per lo stesso motivo, a detta del direttore del Peace Research Institute di Oslo, tra i possibili vincitori del Nobel ci potrebbe essere anche il giornale russo indipendente Novaya Gazeta.

Secondo tre storici norvegesi, che gestiscono un sito web sul premio Nobel per la Pace, anche l'Unhcr è un candidato forte sebbene abbia vinto il premio già tre volte. "Il comitato - ha spiegato uno dei tre, Asle Sveen - potrebbe decidere di conferire il riconoscimento ad un accordo internazionale, come quello sul programma nucleare iraniano, raggiunto tra Teheran ed i Paesi 5+1, o quello su cui stanno negoziando il governo colombiano e le Farc". Ma quest’anno si potrebbe anche decidere di premiare una figura che si sia distinta per il suo impegno contro il cambiamento climatico. Dan Smith, direttore dell’International Peace Research Institute di Stoccolma, sostiene infatti che il Comitato potrebbe voler sottolineare che "questo è l’anno del clima", riferendosi alla conferenza internazionale in programma per dicembre a Parigi per raggiungere un accordo sulla riduzione delle emissioni responsabili del riscaldamento globale. I due candidati della categoria citati da Smith sono James Hansen, ricercatore sul cambiamento climatico, e Christiana Figueres, alla guida della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Papa Francesco potrebbe ricevere il riconoscimento se il comitato dei Nobel decidesse di premiare i temi della giustizia sociale. L’anno scorso il premio era stato assegnato congiuntamente all’attivista indiano per i diritti dei bambini Kailash Satyarthi ed alla giovane pachistana Malala Yousafzay, che tre anni fa fu ferita gravemente dai talebani per la sua lotta a favore dell’istruzione femminile.