Nigeria, islamisti uccidono 23 persone che ritornavano da un funerale

Boko Haram negli ultimi mesi ha intensificato gli attacchi contro obiettivi civili e militari. Il terrorismo jihadista dalla Nigeria si sta estendendo ad alcune nazioni confinanti come Ciad, Niger e Camerun

Nigeria, islamisti uccidono 23 persone che ritornavano da un funerale

In Nigeria gli islamisti di Boko Haram hanno ucciso almeno 23 persone che ritornavano da un funerale nel distretto di Nganzai, vicino a Maiduguri, capitale dello stato federale di Borno.

Il fatto è accaduto nel nordest della Nigeria, dove alcuni uomini armati di Boko Haram, a bordo di tre motociclette, hanno aperto il fuoco su decine di persone in lutto che ritornavano a Badu Kuluwu dal vicino villaggio di Goni Abachari, dove avevano partecipato alle preghiere funebri per un parente.

"I nostri uomini hanno recuperato 23 cadaveri dalla scena dell'attacco", ha detto il leader della milizia locale Bunu Bukar Mustapha.
Negli ultimi mesi i terroristi di Boko Haram (nome che, nella lingua hausa, significa "l’educazione occidentale è peccato") hanno attaccato ripetutamente il distretto di Nganzai. Nel settembre dell'anno scorso, il gruppo ha ucciso otto persone e rubato bestiame in due villaggi della zona, dopo che i residenti avevano cercato di impedire loro di prendere gli animali.

In tutto il nordest della Nigeria Boko Haram negli ultimi mesi ha intensificato gli attacchi contro obiettivi civili e militari. Due giorni prima di quest'ultimo attacco, i miliziani di Boko Haram hanno attaccato un campo per sfollati fuori Maiduguri, uccidendo due residenti e saccheggiando le scorte di cibo dopo aver bruciato una vicina base militare.

Il terrorismo jihadista in Nigeria, sviluppatosi fortemente con il sorgere di Boko Haram esattamente dieci anni fa, ha progressivamente coinvolto anche alcune nazioni confinanti, come Ciad, Niger e Camerun, ed ha causato almeno 37 mila e cinquecento vittime (16 mila e 500 civili, circa 2mila militari e poliziotti, circa 19mila miliziani islamisti), costringendo oltre due milioni di persone, in prevalenza cristiani, a fuggire dalle loro case.

Negli Stati federali di Borno, Kano, Kaduna, Bauchi e Yobe, nonostante i proclami del governo centrale della Nigeria, gli estremisti di Boko Haram continuano a mietere vittime. La violenza, peraltro, si è aggravata da quando, nel 2016, Boko Haram si è divisa in due: una fazione è guidata da Abubakar Shekau, un altro gruppo, che ha giurato fedeltà all'Isis (e si chiama Iswap), è stato guidato fino allo scorso aprile da Abu Musab al-Barnawi, figlio del defunto fondatore di Boko Haram Mohammed Yusuf.
Adesso l’Iswap sarebbe guidato da Abu Abdullah Ibn Umar al-Barnawi, terrorista avallato dallo stesso capo mondiale dell'Isis Al-Baghdadi.

Secondo Matthew Page, analista del Chatam House, un centro studi britannico, i miliziani di Boko Haram "non hanno una strategia coerente né sono molto organizzati, ma potrebbero continuare per 30 anni i loro attacchi, considerando che la stessa reazione governativa contro di essi, almeno fino ad ora, si è dimostrata inefficace".

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