No alla torta pro-gay: condannati i pasticceri

Una pasticceria in Irlanda del Nord si rifiuta di fare una torna inneggiante ai matrimoni omosessuale: "Va contro la nostra religione". E il tribunale li condanna

No alla torta pro-gay: condannati i pasticceri

L'attivista per i diritti gay Gareth Lee voleva sulla torta la scritta "support gay marriage", insieme ad un disegno di due Muppet fatto di glassa. L'aveva ordinata per la giornata contro l'omofobia, ma la pasticceria cui aveva richiesto il dolce non se l'è sentita di produrla. Il motivo è semplice: siamo cristiani e sostenere il matrimonio omosessuale è "in contraddizione con quello che viene insegnato nella Bibbia".

Per questo il tribunale di Belfast nell'Irlanda del Nord ha condannato i proprietari per "aperta discriminazione". A portare davanti ai giudici la Ashers Baking Company, nome della catena cui appartiene il negozio, è stata addirittura la commissione per le Pari Opportunità dell'Irlanda del Nord, che ora può cantare vittoria. Il togato distrettuale, Isobel Brownlie, ha infatti emesso la sua sentenza: " Gli imputati sono andati contro la legge discriminando la vittima in base all'orientamento sessuale. Questa è aperta discriminazione, per la quale non esiste giustificazione". Così la Ashers Baking Company, che ha circa 62 dipendenti in varie filiali, dovrà dare al discriminato Lee ben 500 sterline oltre che sostenerne le spese legali. Non poco.

Ma la condanna non ha fatto spostare di una virgola le posizioni dei pasticceri, che sono convinti di stare dalla parte del giusto. Per loro, infatti, sostenere l'unione delle coppie gay è peccato, un peccato in cui non volevano cadere. Lo ha detto chiaramente Daniel McArthur, figlio dei proprietari: "Abbiamo pensato che questo ordine andava contro la nostra fede". E non è nemmeno la prima volta che si rifiutano di comporre dolci se le richieste dei clienti sono blasfeme, quando ad esempio questi vorrebbero sulla panna un'immagine pornografica o scritte contenenti parolacce. Non si può dire che non siano coerenti. La loro sembra una scelta naturale, e in linea con un'altra idea di società. Ha infatti concluso McArthur: "Penso che se non prendiamo una posizione in questo caso, dove andremo a finire?"

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