"Non credo abbia un'anima...": quell'incontro tra Biden e Putin

Era il 2011 quando Joe Biden incontrò Vladimir Putin, che 3 anni dopo ha annesso la Crimea e 11 anni dopo ha scatenato la guerra in Ucraina

"Non credo abbia un'anima...": quell'incontro tra Biden e Putin

Chi è davvero Vladimir Putin? Questa è la domanda che in tanti, anche esperti, si fanno nelle ultime settimane. Si conoscono alcuni dettagli della sua infanzia e della sua giovinezza, soprattutto grazie all'unica autobiografia finora scritta dal presidente della Russia, pubblicata all'inizio degli anni Duemila. E forse, come suggerisce il settimanale Sette, è necessario guardare indietro per capire quello che è oggi l'uomo che fa tremare il mondo.

"Signor primo ministro, la sto guardando negli occhi e non credo che lei abbia un’anima", gli disse Joe Biden nel 2011. Una frase che oggi, davanti alle barbarie che si stanno compiendo in Ucraina, davanti agli edifici civili e ai profughi in fuga che vengono bombardati, assume un senso ancor più profondo e quasi profetico. La constatazione di Joe Biden pare abbia fatto piacere all'allora primo ministro russo, tanto che rispose: "Vedo che ci capiamo benissimo". Joe Biden quell'anno ricopriva la carica di vicepresidente degli Stati Uniti e le suo parole non lasciarono particolarmente il segno in quel momento storico. Arrivarono qualche anno dopo quelle di George W. Bush, che forse per distendere i rapporti che iniziavano a essere complessi, qualche anno prima dichiarò: "L’ho guardato negli occhi e ho potuto vedere la sua anima".

Oggi più che mai è difficile guardare negli occhi Vladimir Putin. Il presidente della Russia è sempre di più un uomo solo al comando. In 22 ha cambiato il volto della Russia ma anche modificato la costituzione del Paese, facendo in modo di ipotecarne la carica presidenziale fino al 2036. Le sua impostazione zarista della confederazione russa nel corso degli anni ha fatto stringere in maniera preoccupante il cerchio dei consiglieri, perché ormai sono pochissime le persone delle quali Putin si fida. Teme il tradimento, di essere ucciso, tanto più dopo l'invasione dell'Ucraina. Complice anche la pandemia, e probabilmente una grave malattia, tra sé e il mondo reale esiste ormai una distanza siderale che difficilmente può essere colmata.

Vladimir Putin ora è solo e sa di esserlo. Il consenso guadagnato fin dagli anni Duemila scricchiola. Da settimane nelle piazze russe si susseguono le manifestazioni per la pace nonostante la dura azione di repressione messa in campo dal Cremlino. Sono circa 10mila i russi che sono stati arrestati e nonostante questo in Russia si continua a protestare e a chiedere lo stop dell'operazione militare in Ucraina. Putin vuole chiudere il Paese al mondo, farne un'enorme Corea del nord senza internet, senza occidente, senza più legami con la realtà, per continuare a raccontare solo le sue verità, in una continua opera di propaganda contro i "nemici" di quello che nella sua testa sarà nuovamente l'Impero russo.

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