"Non voglio andare, papà". Il pianto della bimba prima di salire sul gommone

È tutto nella disperazione di una bimba a Calais l'orrore del racket dell'immigrazione irregolare tra la Francia e il Regno Unito, in mano a una vera e propria organizzazione

Le rotte migratorie in Europa sono numerose e una delle più frequentate è senz'altro quella che da Calais, in Francia, porta nel Regno Unito, lungo le coste attorno a Dover. Si attraversa un tratto di Manica non troppo ampio ma il viaggio dei migranti avviene a bordo di gommoni fatiscenti, per nulla sicuri. Una troupe dell'emittente inglese ITV ha deciso di realizzare un reportage per mostrare cosa davvero accade sul versante francese del canale che divide i due Paesi, mostrando uno dei veri volti dell'immigrazionismo irregolare.

La troupe ha operato in incognito per conto del programma Exposure, che ha mandato un gruppo di giornalisti sotto copertura per documentare il racket dell'immigrazione che porta uomini e donne dalla Francia al Regno Unito, senza nessun controllo. Sono diverse le scene che colpiscono nel guardare le immagini rubate ma ce n'è una in particolare che non può non restare impressa. I giornalisti hanno lavorato 24 ore su 24 alla realizzazione di questo reportage e una notte, mentre si trovavano sulla spiaggia di Bleriot, hanno assistito al pianto disperato di una bambina di circa 5 anni, che urlava e si dimenava mentre alcuni uomini le ordinavano di salire a bordo del gommone. "Non voglio andare, papà", pare gridasse la bambina, spaventata dal buio della notte, dalle onde e dalla situazione. Gli stessi giornalisti, a un certo punto del loro documentario, si trovano a diretto contatto con i contrabbandieri di uomini, che in cambio di 3.500 sterline garantivano loro il passaggio della Manica. Dietro questo business dell'immigrazione pare ci sia un'organizzazione francese.

La maggior parte dei viaggi che attraversano il canale avviene durante la notte quando, con il favore delle tenebre, i gommoni riescono a partire da Calais senza che la polizia riesca a intercettarli lungo le spiagge. L'organizzazione criminale, in realtà, pare sia ben radicalizzata con contatti anche nel Regno Unito. Infatti, sembra che gli intermediari che ricevono i soldi dai migranti per attraversare la Manica abbiano la loro base proprio nell'isola britannica. È stato un lungo lavoro quello dei giornalisti ITV, che si è svolto tra la Francia e il Regno Unito, dove i reporter hanno preso i contatti con i gestori del racket. A Londra e nelle città circostanti pare ci siano dei veri e propri uffici in cui gli uomini del clan si accordano e ricevono i soldi, come dei veri e propri broker. Pare che dall'inizio dell'anno siano stati oltre 7mila i migranti che sono riusciti ad attraversare la Manica per raggiungere il Regno Unito grazie a questo sistema.

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Commenti

Albius50

Sab, 17/10/2020 - 15:25

La PRIMA PARTE del viaggio è la + facile dalla Libia in Italia CON SOSTA PREMIATA presso le nostre organizzazioni BUONISTE (quarantena sulle navi con controlli COVID assicurati dal nostro ministro degli interni)) e a costi zero x i trafficanti di schiavi, SECONDA PARTE trasferimento in FRANCIA, da Ventimiglia, TERZA parte del viaggio a CALAIS dove i trafficanti ricevono i denari per l'ultimo trasferimento in UK.

d'annunzianof

Sab, 17/10/2020 - 16:36

Sti piccirilli se li trascinano appresso SOLO PER ESSERE SICURI DI NON ESSERE RIBUTTATI FUORI