Osso intarsiato di turchesi ritrovato tra le rovine Yin Xu e la scrittura oracolare

Questo è l’unico osso con ideogrammi intarsiati di turchesi conservato nei musei cinesi. Anticamente, la caccia, oltre che un rituale molto importante, era in tutto simile ad una moderna esercitazione militare

Questa è la versione più antica del carattere “王”(Re), che raffigura un’ascia in posizione verticale. Oltre ad essere un tipo di arma, l’ascia era anche il simbolo del potere militare, da cui dipendeva gran parte dell’autorità di un sovrano, il che chiarisce il perché il carattere “王”abbia poi assunto il suo attuale significato. Il termine "scrittura oracolare" si riferisce ai pittogrammi incisi sui gusci di tartaruga e sulle ossa di animali - a scopo divinatorio o per registrare importanti eventi - dai membri della famiglia reale alla fine della dinastia Shang.

Il carattere“王”è uno di quelli che ricorre più di frequente. Questo frammento di osso racconta una battuta di caccia del re degli Shang. Un giorno il re andò a Zhaosai, entrò nella foresta della collina Maishan e uccise un bufalo. Questo è l’unico osso con ideogrammi intarsiati di turchesi conservato nei musei cinesi. Anticamente, la caccia, oltre che un rituale molto importante, era in tutto simile ad una moderna esercitazione militare. Cacciare un bufalo, date le sue dimensioni, era un’impresa alquanto difficile a quei tempi, e per ricordarla, il re la fece incidere su una costola del bufalo.

Ognuno degli ideogrammi fu intarsiato con turchesi, gemme simbolo del suo potere. I re Shang divinavano praticamente ogni giorno e su qualunque evento. Interpretavano la forma delle crepe presenti sui gusci di tartaruga come presagi relativi ai sacrifici da officiare, all’esito del raccolto, alle epidemie, alla procreazione… Queste crepe erano una porta d’accesso ai misteri della natura. Gli indovini e le guardie predisposte allo scopo difendevano e gestivano questi archivi del regno. Tremila anni di vita sono documentati da quattromila pittogrammi incisi su 154mila frammenti di ossa e gusci. Grazie ai 1.500 ideogrammi fino ad oggi identificati, possiamo riprodurre la giornata tipo di un uomo che visse durante la dinastia Shang.

La mattina, dopo essersi alzato, il "marito" indossò uno spillo per capelli, simbolo dell’età adulta, per dimostrare di essere in grado di assumersi le sue responsabilità nei confronti della famiglia. L’uomo si inginocchia davanti ad un contenitore d’acqua per specchiarsi (Il carattere 监 "monitorare", nella scrittura oracolare era scritto e significa “specchio, specchiarsi”). Dopo aver finito di prepararsi, esce per andare a caccia. Per "camminare" più velocemente, fa oscillare le braccia avanti e indietro (走 “camminare”). Una volta arrivato nella foresta, l’uomo apre bene le "orecchie" per percepire ogni minimo rumore (耳 : “orecchie”), nota un piccolo di “cervo”, tende il suo arco per “scagliare” una freccia (射 : “scagliare la freccia”) e colpisce la preda (“鹿 : cervo”).

La “luna” è già sorta (月 : “luna”). Quando torna a casa con la sua preda, la cena è pronta. La moglie l’ha preparata in un vaso “ding” (鼎 : “calderone”), un paiolo circolare con manici e piedi. Grazie alla loro acutezza e grande immaginazione, le persone dell’epoca Shang convertirono tutto quello che vedevano, facevano e sentivano in pittogrammi, elaborando molti dei principali metodi che sarebbero poi stati utilizzati, in epoche successive, per creare gli ideogrammi. La scrittura oracolare rappresenta la prima forma di scrittura della Cina a noi nota. Essa fornì alla civiltà cinese un mezzo per registrare gli eventi e tramandare il sapere.

Questa forma di scrittura, dopo un lungo processo evolutivo, è stata trasmessa fino ai giorni nostri, creando un legame indissolubile che unisce le moderne generazioni di cinesi ai loro lontani antenati. Grazie agli ideogrammi, sono state tramandate di generazione in generazione anche le emozioni, le conoscenze, i pensieri e le esperienze individuali e collettive, e ciò ha permesso alla civiltà cinese di formarsi e di svilupparsi. Ogni singolo tratto dei caratteri attualmente in uso in Cina deriva da quelli originariamente incisi sulle ossa oracolari, affinché non venissero mai più dimenticati.

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