Il Ppe sospende Fidesz "con effetto immediato"

Con 190 voti a favore e tre contrari, il gruppo parlamentare europeo sospende il partito di Viktor Orban

Il Ppe sospende Fidesz "con effetto immediato"

Il Partito popolare europeo sospende Fidesz, il partito di Viktor Orban. Una sospensione "concordata" fra Ppe e partito ungherese che evita l'espulsione del movimento di Orban ma che limita di molto i poter in mano al partito.

Come annunciato dal presidente del Ppe Joseph Daul sul suo profilo Twitter, Fidesz "sarà sospesa con ef‎fetto immediato e fino a nuovo ordine". Il gruppo europarlamentare unisce destra e centrodestra ha approvato la sospensione del partito ungherese con 190 voti a favore e tre contrari.

Secondo quanto si apprende dallo stesso Daul, Fidesz non potrà partecipare agli incontri dei popolari, perderà il diritto di voto ma soprattutto non potrà proporre candidature. Sulla sospensione c'è stata un convergenza molto ampia, riuscendo a unire sia la parte moderata del partito sia quella più sovranista. In questo senso, sono state particolarmente importanti le parole di Sebastian Kurz, cancelliere austriaco da sempre vicino alle posizioni di Orban e del Gruppo di Visegrad, che ieri ha detto di essere favorevole a una sospensione di Fidesz per sei mesi. In Italia, Silvio Berlusconi aveva recentemente affermato di non volere l'espulsione del partito ungherese ma aveva chiesto al premier magiaro un cambiamento di rotta su alcuni temi.

Il leader di Forza Italia è tornato a parlare oggi sulla sospensione di Fidesz dichendo: "L'accordo raggiunto in seno al Ppe rappresenta la migliore soluzione possibile: non indebolisce la principale famiglia politica dell'Unione europea a poche settimane da un difficile appuntamento elettorale e consentirà di analizzare con calma le posizioni espresse da Fidesz". "Forza Italia e io personalmente ci siamo spesi, anche grazie agli ottimi rapporti con Viktor Orban, per fare in modo che il Ppe si possa confermare il primo gruppo al Parlamento europeo. Vogliamo cambiare insieme questa Europa, renderla più efficiente e vicina alle esigenze dei cittadini: per riuscirci dobbiamo essere forti e compatti", conclude la nota.

Il primo ministro ungherese, parlando ai giornalisti dopo il voto del Ppe, ha comunque ribadito la sua volontà di andare avanti, pur accettando il compromesso siglato con il Partito popolare. In conferenza stampa a Bruxelles, il leader ungherese ha affermato che il suo partito era già pronto ad abbandonare i popolari, ma che non è stato voluto dalla maggioranza del Ppe perché "troppo forte". In ogni caso, di fronte ai giornalisti, il premier ha sfidato pubblicamente il partito: "Ci vuole rispetto reciproco, se non veniamo rispettati, allora semplicemente ce ne andremo".

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