Ora è "guerra diplomatica": l'Europa mette nel mirino la Polonia

Bruxelles prepara la procedura di infrazione contro Varsavia, dopo la decisione della Corte costituzionale polacca sull'incompatibilità tra leggi statali e trattati europei

Ora è "guerra diplomatica": l'Europa mette nel mirino la Polonia

Sale la tensione tra Varsavia e Bruxelles. Vera Jourova, vicepresidente della Commissione europea con delega a Valori e trasparenza, ha dichiarato questa mattina che i vertici dell'Ue stanno valutando la possibilità di aprire una procedura d'infrazione contro la Polonia: "Non voglio fare previsioni, ma è probabile che reagiremo - con una procedura di infrazione - come abbiamo fatto nel caso della Consulta tedesca, perché la procedura di infrazione è il nostro strumento principale". L'8 ottobre, la Corte costituzionale polacca ha stabilito che, in alcuni casi, le leggi statali e i trattati europei sono incompatibili.

Il premier polacco Mateusz Morawiecki parlerà di fronte all'assemblea plenaria di Strasburgo il 19 ottobre. Non si conoscono ancora i dettagli del discorso, ma il capo del governo di Varsavia non potrà evitare il problema dei rapporti con le istituzioni europee. Problemi che alcuni esperti giudicano insanabili, tanto da parlare di una possibile (se non probabile) uscita della Polonia dall'Unione, già ribattezzata Polexit. La stessa Jourova, parlando due giorni fa al Forum 2000, ha sottolineato che "Se dopo la decisione della Corte costituzionale polacca non manteniamo il principio che le stesse regole devono essere rispettate nello stesso modo ovunque nell'Unione, l'intera Europa inizierà a crollare, perché tutta la costruzione ha la forza del suo anello più debole. Per questo dovremo reagire". Ad acuire lo scontro sono arrivate anche le parole del premier olandese Mark Rutte, esponente di spicco dei "frugali", che ha intenzione di chiedere alla Commissione di non approvare il Recovery plan presentato da Varsavia (i fondi stanziati sono 36 miliardi di euro), proprio per lo scontro sulla questione dello stato di diritto.

La rottura tra Polonia, entrata nell'Ue nel 2004, e Bruxelles è aperta da anni. Nel 2017, l'Ue intervenne per l'istituzione di una sezione disciplinare presso la Corte suprema polacca che, secondo le istituzioni europee, lederebbe l'indipendenza e l'autonomia dei giudici. La tensione ha toccato il picco lo scorso luglio, quando il Tribunale costituzionale polacco ha dichiarato incostituzionale l'applicazione degli ordini della Corte di giustizia Ue al sistema giudiziario polacco. Ora la sentenza della Corte costituzionale di Varsavia ha spinto a intervenire la stessa presidente della Comissione Ursula Von der Leyen: "Non esiterò a fare uso dei poteri ai sensi dei trattati per salvaguardare i Trattati europei". La Polonia, che può contare sul sostegno del solo Viktor Orbàn, è sempre più isolata.

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