Regno Unito, ecco le nuove restrizioni per frenare la pandemia

Londra cerca di reagire all'aumento di casi di Covid-19 nel Regno Unito. Il primo ministro Boris Johnson ha introdotto nuove restrizioni per provare a limitare la diffusione del morbo nel Paese

Il Regno Unito è sempre più in crisi a causa della pandemia. La crescita della curva dei contagi ha iniziato ad assumere proporzioni preoccupanti e l'esecutivo guidato da Boris Johnson è stato costretto a reagire per evitare un drastico peggioramento della situazione. Per Sir Patrick Vallance, consulente scientifico di Downing Street, "il numero di nuovi casi raddoppia ogni sette giorni" e "se questa tendenza proseguirà ci saranno 50mila nuovi casi giornalieri già nel mese di ottobre" ed il numero di morti potrebbero toccare quota 200 al giorno già nel mese di novembre. Un punto di vista che sembra condiviso da Johnson che ha annunciato l'introduzione di nuove restrizioni nell'ambito di un discorso tenuto alla Camera dei Comuni.

Il Primo Ministro ha dichiarato che "è arrivato il momento di agire. Riducendo il numero di nuove infezioni si possono salvare vite umane, proteggere il sistema sanitario nazionale e proteggere l'economia". Johnson ha chiarito che quanto annunciato "non costituisce in alcun modo un ritorno al lockdown sperimentato nel mese di Marzo" e che le attività commerciali, le scuola e le università potranno continuare a rimanere aperte seguendo le regole. Tra le restrizioni introdotte c'è la chiusura anticipata alle 22:00 per bar, pub e ristoranti con l'obbligo di consumare al tavolo, l'obbligo di indossare gli strumenti di protezione per chi lavora nel settore dell'ospitalità e e della rivendita al dettaglio, la riduzione da 30 a 15 del numero massimo di partecipanti ai matrimoni ed il divieto per più di sei persone di praticare sport di squadra al chiuso. Chi può lavorare da casa, come preannunciato dall'esponente dell'esecutivo Michael Gove, dovrà continuare a farlo mentre i piani per riaprire gli eventi sportivi al pubblico e per far ripartire le conferenze sono sospesi. Le nuove misure, come chiarito da Johnson, dovrebbero restare in vigore per almeno sei mesi a meno che non vengano registrati progressi significativi dal punto di vista epidemiologico. Non è escluso, come sembra trapelare dall'intervento del premier, che nuove restrizioni possano essere introdotte in futuro. Liz Saville Roberts, a capo del gruppo parlamentare del movimento gallese Plaid Cymru, ha chiarito come in Galles le persone non dovranno allontanarsi dal luogo di residenza (città) a meno che non sia necessario. Johnson ha risposto che questa norma potrebbe aggiungersi alle altre ed ha poi aggiunto che il virus può diffondersi con più facilità nei pub, di notte sfruttando il rilassamento delle persone dovuto all'assunzione di bevande alcoliche.

Boris Johnson si trova in una posizione difficile. Nel mese di marzo è stato accusato di aver chiuso il Regno Unito troppo tardi mentre ora sembra aver cambiato atteggiamento ed intenzionato a spingere sulla linea della prudenza. La decisione di tornare ad incentivare lo smartworking costituisce una vera e propria batosta per l'esecutivo che, nel corso delle ultime settimane, si era speso per il ritorno dei lavoratori in ufficio. Uno sviluppo che avrebbe aiutato i centri delle città del Regno Unito, in primis Londra, a riprendersi dalle devastanti conseguenze economiche e sociali provocate dalla pandemia. Keir Starmer, leader del Partito Laburista e principale esponente dell'opposizione, ha accusato il governo "di aver perso il controllo" ed ha puntato il dito sul sistema dei test "collassato proprio nel momento cruciale". Il Governatore della Banca d'Inghilterra Andrew Bailey ha dichiarato che l'espansione del Covid-19 rischia di danneggiare ulteriormente l'economia e che si stanno studiando nuovi metodi per supportare il sistema economico.

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