Regno Unito, la May propone stretta sui "migranti non qualificati"

Secondo i media inglesi, la “linea dura” in ambito migratorio sposata in questi giorni dalla May servirebbe a quest’ultima per accattivarsi le simpatie dell’ala euroscettica dei tory in vista dell’imminente voto del parlamento di Westminster sul piano per la Brexit concordato da Londra e Bruxelles

Il governo britannico ha in questi giorni annunciato una “stretta” nei confronti dei flussi di “migranti non qualificati” diretti nel Regno Unito. La riforma delineata dall’esecutivo May mira infatti ad attribuire “diritti limitati e maggiori restrizioni” agli stranieri privi di formazione accademica e di esperienze di lavoro in ambito tecnico-scientifico.

I dettagli del disegno di legge presentato recentemente alla Camera dei Comuni da Sajid Javid, segretario all’Interno, sono stati riportati dal quotidiano The Daily Telegraph. La bozza del provvedimento dispone la riduzione della durata del permesso di soggiorno riservato agli immigrati “non qualificati” provenienti da Paesi extra-Ue. Se verrà approvata la riforma caldeggiata da Downing Street, tale documento infatti non sarà più valido trascorsi “11 mesi” dalla concessione. Relativamente agli stranieri privi di competenze tecniche originari degli Stati dell’Unione, essi avranno invece diritto a un permesso di soggiorno di durata maggiore: “24 mesi”. Il provvedimento promosso dall'esecutivo mira inoltre a limitare le prestazioni sanitarie accessibili agli individui rientranti in entrambe le categorie. In base alla nuova normativa, sia i migranti extracomunitari sia quelli provenienti dai Paesi europei potranno beneficiare esclusivamente di “trattamenti sanitari essenziali” all'interno degli ospedali pubblici britannici.

La riforma delle norme sull’immigrazione avanzata dal gabinetto May prevede anche l’introduzione di un “rigido sistema delle quote”. Gli stranieri privi di qualifiche accademiche ammessi ogni anno nel Regno Unito non potranno infatti superare la soglia delle “100mila unità”. Tale limite non riguarderà però il personale sanitario. A medici e infermieri di origini non britanniche verranno riconosciuti libertà di ingresso nel Regno Unito e permessi di soggiorno di “dieci anni”. Principale obiettivo della riforma è quindi incoraggiare gli arrivi di manodopera specializzata e, contemporaneamente, contenere i flussi di migranti privi di competenze adeguate al mercato del lavoro contemporaneo.

Secondo i media inglesi, la “linea dura” in ambito migratorio sposata in questi giorni dalla May servirebbe a quest’ultima per accattivarsi le simpatie dell’ala euroscettica e nazionalista dei tory in vista dell’imminente voto del parlamento di Westminster sull’intesa raggiunta da Londra e Bruxelles sulla Brexit.

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Commenti

Aegnor

Sab, 24/11/2018 - 14:18

Quindi, il 98% di quelli già sul territorio,non sarebbero dovuti entrare

ohibò44

Sab, 24/11/2018 - 19:40

Scusi Agenor quel 98% dove l'ha letto?