L'Ue dimentica lo Spazio. Salini: "Niente tagli al settore"

L’eurodeputato Massimiliano Salini, intervenuto oggi nel corso di un dibattito a Bruxelles, non accetta passi indietro o "tagli di fondi" sul Programma spaziale Eu, e invita la Commissione Industria del Pe a conoscere l’eccellenza delle imprese italiane nel settore Spazio.

Lo Spazio rappresenta una delle sfide del futuro che l'Europa può e deve raggiungere unita e senza fare passi indietro. È questo il concetto fondamentali che è stato espresso oggi a Bruxelles dall'eurodeputato italiano Massimiliano Salini; ed è questo l’obiettivo che si prefigge di ottenere il politico di Forza Italia al termine della vista che la Commissione Industria del Pe svolgerà nel nostro Paese, il prossimo mese: per conoscere da vicino l’eccellenza delle imprese italiane nel settore aerospaziale.

Ad anticiparlo, è stato lo stesso Salini, che ha sottolineato come bisogna assolutamente scongiurare il rischio che vengano tagliati i fondi al programma spaziale che l'Europa ha recentemente approvato. "Un settore chiave per il futuro dell’Europa", che non può prevedere un "taglio dei fondi inaccettabile". È questo il messaggio passato in chiaro dall'eurodeputato di Forza Italia, relatore del Programma Ue, che i prossimi 24 e 26 febbraio accompagnerà la commissione preposta in una visita nelle città di Milato e Torino. "L’Ue deve scongiurare il rischio di una riduzione dei fondi allo Spazio: il settore spaziale riveste infatti un ruolo chiave per il futuro dell’Europa ed è fondamentale valorizzare al massimo l’assoluta eccellenza e la competitività della nostra industria spaziale, sostenendone la capacità di creare un’occupazione altamente qualificata, stimolare la ricerca e l’innovazione tecnologica".

"Se da un lato i singoli Paesi europei hanno dimostrato di volere cogliere la sfida aumentando in modo importante gli stanziamenti a favore dell’Esa, dall’altro l’Unione Europea sta mostrando invece tutta la propria debolezza in quanto istituzione, in particolare di fronte al rischio di una riduzione dei fondi all’Agenzia europea-ex Gsa pari al 10,5%, un pericolo emerso durante il semestre della presidenza finlandese".

Tali dati, secondo l'europarlamentare, "Non possono permettere incertezze" nei confronti di un settore cruciale che da "lavoro ad oltre 230mila persone" e crea "valore per più di 62 miliardi di euro". Un terzo dei satelliti del mondo, ricorda Salini, è "made in Europe", e la loro attività fornisce importantissimi dati satellitari, tutto ottenuti grazie all'efficacia di sistemi come Galileo e Copernico, entrambi sviluppati in Europa. Essi riguardano informazioni sulla sicurezza aerea e stradale, sul monitoraggio delle infrastrutture e delle emissioni di CO2, oltre che agli interventi di protezione civile nella gestione dei flussi migratori. Si tratta dunque di campi di fondamentale importanza per l'Unione e per i suoi partner. Se lo Spazio rappresenta ancora una meta capace di proiettare, oggi come ieri, l'uomo nel futuro, un programma spaziale condiviso dai tutti i suoi membri, non può che rappresentare un'opportunità da non perdere per l'Unione Europea.