Vaccinata con due sieri diversi "Sono tornata a casa e poi..."

Le autorità sanitarie di Serbia hanno assicurato che gli effetti dei due vaccini diversi iniettati alla donna sono costantemente monitorati

Vaccinata con due sieri diversi "Sono tornata a casa e poi..."

In Serbia si è verificato in questi giorni un errore sul fronte delle somministrazioni di vaccini, con l’inoculazione a una donna, al momento del richiamo, di un siero diverso da quello ricevuto come prima dose. La vittima di tale svista si chiama Snezana Cirovic, residente a Cacak, città a sud di Belgrado. Il Paese slavo ha finora mantenuto un ritmo elevato di vaccinazioni, avendo a disposizione sia i vaccini approvati dall’Unione europea sia quelli russi e cinesi, che non hanno invece ancora ricevuto il via libera delle autorità sanitarie Ue.

È stata la stessa malcapitata a raccontare agli organi di informazione locali la propria disavventura: prima il vaccino cinese Sinopharm, inoculatole il 17 marzo, e poi, di recente, quello americano-tedesco Pfizer-BioNTech: “In ambulatorio, ho consegnato al personale il documento sul quale era indicato che la prima dose era stata effettuata con il vaccino cinese. Dopo l'iniezione della seconda dose sono tornata a casa, dove mi sono accorta che, come richiamo, mi era stato somministrato il Pfizer-BioNTech”.

Dopo la scoperta della vaccinazione “mescolata”, la donna assicura di sentirsi bene attualmente, senza avvertire alcun sintomo particolare. La Cirovic ha però allo stesso tempo dichiarato di cominciare a temere gli effetti collaterali sulla propria salute, dato che lei ha problemi di cuore, di quell’incrocio di sieri. Lei ha inoltre affermato di non essere affatto certa di sviluppare l’immunità al Covid visto che, al richiamo, ha ricevuto un farmaco diverso da quello della prima dose.

Il responsabile dell'ambulatorio dove si è vaccinata la donna ha confermato l'errore e ha annunciato un'indagine interna per accertare tutte le circostanze che hanno potuto determinare la svista. Il direttore dell'Istituto per la sanità pubblica di Čačak, Aksentije Tošić, ha subito provato a rassicurare la donna e la cittadinanza affermando che le condizioni di salute della Cirovic sarebbero costantemente monitorate e che sarebbe controllato continuamente anche il livello di anticorpi contro il coronavirus sviluppati dalla stessa.

Secondo le emittenti locali, non sarebbe la prima volta che avviene in Serbia un errore del genere, poiché, in precedenza, anche un uomo residente a Vranje, nel sud del Paese, si era visto iniettare due vaccini diversi.