Siria, sottomarino d'attacco inglese schierato nel Mediterraneo

L'HMS Talent della Royal Navy potrebbe lanciare fino a trenta missili Tomahawk. Salgono a quattro i sottomarini Usa nel Mediterraneo

Siria, sottomarino d'attacco inglese schierato nel Mediterraneo

Il sottomarino d’attacco a propulsione nucleare classe Trafalgar HMS Talent è in pattugliamento nel Mar Mediterraneo. L’unità della Royal Navy ha lasciato Gibilterra 48 ore fa. I sottomarini d'attacco a propulsione nucleare sono progettati per cercare e distruggere in ruolo hunter killer sia le controparti nemiche e sia le unità di superficie. Supportano inoltre le forze speciali ed effettuano missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR). La classe Astute è stata progettata per sostituire la Trafalgar, ma i ritardi accumulati dal governo inglese hanno fatto aumentare i costi del 50% rispetto a quanto inizialmente preventivato. I primi tre sottomarini della Classe Astute sono costati ai contribuenti inglesi, compresi costi di ricerca e sviluppo, quattro miliardi di sterline. I sottomarini HMS Audacious, HMS Ansone HMS Agamemnon, attualmente in costruzione, saranno consegnati tra il 2019 ed il 2022. L’ultima unità della classe Astute, l’HMS Ajax, sarà presa in consegna dalla Royal Navy tra il 2024 ed il 2025. Gli ultimi quattro Astute avranno un costo individuale di 1,2 miliardi di sterline. Nel 1986 la Royal Navy aveva in servizio 30 sottomarini, 48 tra cacciatorpediniere e fregate, sette navi d'assalto anfibio e tre portaerei con una forza di 70.000 marinai. Tali numeri si sono ridotti a 33.000 marinai, 11 sottomarini, 19 tra cacciatorpediniere e fregate e tre navi d'assalto anfibio. La Royal Navy si trova a dover reclutare gli ingegneri dalla Guardia Costiera americana per compensare le lacune del personale qualificato, interamente destinato alla due nuove portaerei classe Queen Elizabeth.

Royal Navy: sottomarino d’attacco classe Trafalgar

La classe d’attacco a propulsione nucleare di terza generazione inglese, formata dai sottomarini HMS Trafalgar (S107), HMS Turbolent (S87), HMS Tireless (S88) , HMS Torbay (S90), HMS Trenchant (S91), HMS Talent (S92) e HMS Triumph (S93), è entrata in servizio negli anni '80 (le ultime quattro unità sono state equipaggiate con il sonar 2076). I sottomarini d’attacco classe Trafalgar, successori della classe Swiftsure, sono lunghi 85 metri, larghi dieci e con un dislocamento in immersione di 5300 tonnellate. Possono raggiungere una velocità massima in immersione di oltre trenta nodi. Sono equipaggiati con cinque tubi lanciasiluri da 533 millimetri ed armati con sistemi d'arma Spearfish e missili da crociera Tomahawk. In base alla configurazione prescelta, un classe Trafalgar può essere armato con trenta Tomahawk. Risultano in attività i sottomarini HMS Trenchant (pattugliamento artico), HMS Talent e HMS Triumph (GIUK Gap). L’unità HMS Torbay è stata dismessa il 18 luglio dello scorso anno.

L’HMS Talent, varata nel 1986, ha da poco concluso il suo addestramento intensivo in mare dopo importanti lavori di ammodernamento che si sono svolti presso la base navale di Devonport (HMS Drake), nella parte occidentale della città di Plymouth. Soltanto pochi giorni fa l’unità classe Trafalgar ed il suo equipaggio sono stati dichiarati idonei per svolgere missioni di combattimento reali. L’HMS Talent resterà in servizio fino al 2028.

Siria, le unità americane presenti nel Mediterraneo

Non vi sono movimenti di superficie anomali nel Mar Mediterraneo al di fuori del normale transito e degli schieramenti di routine. Risultano in attività tre cacciatorpediniere classe Arleigh Burke da 9800 tonnellate. La USS Carney (DDG-64) è in pattugliamento nel Mar Mediterraneo dal 27 agosto scorso. L’USS Ross (DDG 71) schierata a Rota, in Spagna, è in addestramento da venerdì scorso nel Mar Mediterraneo. In pattugliamento, infine, anche l’USS Winston S. Churchill (DDG 81). Le Arleigh Burke sono armate in via primaria con 96 celle VLS: La capacità complessiva Tomahawk dipende dalla configurazione prescelta. Lo scorso aprile, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump schierò nel Mar Mediterraneo una potente flotta con una capacità di oltre mille missili Tomahawk.

Potrebbero essere quattro i sottomarini Usa nel Mediterraneo

Il sottomarino d’attacco a propulsione nucleare classe Los Angeles USS Newport News (SSN-750) è in pattugliamento nel Mediterraneo. In base alla configurazione prescelta, l’unità classe 688 potrebbe lanciare dalle sue dodici celle VLS fino a venti missili Tomahawk. Gli Stati Uniti mantengono stabilmente due sottomarini d’attacco a propulsione nucleare in rotazione nel Mediterraneo a supporto della Sesta Flotta. Tuttavia è altamente probabile la presenza in pattugliamento ombra di un sottomarino a propulsione nucleare classe Ohio SSGN. Quattro dei diciotto Ohio, l’USS Ohio (SSGN 726) e l’USS Michigan (SSGN 727) con sede a Bangor, l’USS Florida (SSGN 728) e l’USS Georgia (SSGN 729) a Kings Bay, sono stati riconvertiti nel 2003 per lanciare missili Tomahawk. Sono equipaggiati con sette lanciatori verticali per missili da crociera convenzionali Tomahawk con una capacità massima di 154 missili ad unità. I circa 600 Tomahawk a bordo dei quattro SSGN rappresentano la metà della capacità missilistica convenzionale sottomarina della Marina degli Stati Uniti. L’altra metà è rappresentata dai sottomarini d’attacco classe Los Angeles, Seawolf e Virginia. Un sottomarino a propulsione nucleare classe Ohio SSGN potrebbe lanciare in immersione tutti i suoi 154 missili Tomahawk in soli sei minuti. Se Trump optasse per una immediata risposta militare in Siria, i Tomahawk verrebbero lanciati dalle profondità. Il motivo è semplice: i sottomarini possono avvicinarsi alle coste nemiche senza essere scoperti consentendo loro di colpire obiettivi nell'entroterra. Un gruppo da battaglia di superficie sarebbe esposto ai diversi asset russi schierati lungo la costa. I sottomarini a propulsione nucleare potrebbero lanciare l'intero carico prima di immergersi in profondità e sfuggire agli hunter killer.

Il sistema d’arma di precisione preferito dal Pentagono: Il Tomahawk

Il missile da crociera Tomahawk, attualmente nella versione Block IV, è la colonna portante dei sistemi d’arma di proiezione degli Stati Uniti fin dalla guerra del Goldo nel 1991. Durante le prime fasi di Operazione Odissey Dawn nel 2011, gli obiettivi strategici libici furono colpiti da 110 missili Tomahawk lanciati dalle navi da guerra alleate nel Mediterraneo e da 45 JDAM sganciate dai bombardieri stealth B-2. La testata da mille chili e la sua capacità di colpire bersagli a mille miglia di distanza, rende il Tomahawk il sistema d’arma di precisione tatticamente preferito dal Pentagono. Resta anche quello politicamente corretto. La rotta via mare non richiede un corridoio aereo autorizzato per lo stesso principio delle rotte circumpolari dei missili strategici. In ogni caso la US Navy deve garantire al Presidente degli Stati Uniti tutte le opzioni possibili per rispondere agli scenari di crisi.

Siria, nessuna portaerei Usa nel Mediterraneo

Nel Golfo Persico non vi è alcuna piattaforma di proiezione statunitense

Il Gruppo da Battaglia della portaerei a propulsione nucleare classe Nimitz USS Harry S. Truman (CVN-75), ha lasciato lo scorso giugno il Mar Mediterraneo ed attualmente si trova in navigazione nell'Atlantico settentrionale. Nel Golfo Persico non vi è alcuna piattaforma di proiezione statunitense. I bombardieri B-1B del 34° Expeditionary Bomb Squadron assegnati al 379° Air Expeditiionary Wing che lo scorso aprile lanciarono missili da crociera in Siria, si trovano nella base aerea di Al Udeid, in Qatar. Il contingente B-1B è stato schierato lo scorso aprile per sostituire i B-52 ritornati negli Stati Uniti per aggiornamenti. Dal Qatar l’aviazione statunitense lancia operazioni contro lo Stato islamico in Sira ed Iraq ed i talebani in Afghanistan. La base ospita anche una squadriglia di EA-6B Prowler, aereo da guerra elettronica. In rotazione nell’area anche due piattaforme B-2.

Si tratterebbe in ogni caso, qualora si propendesse per un raid aereo, di una formazione a bassa osservabilità considerando la griglia di difesa russa. Le piattaforme d’attacco statunitensi precedenti alla quinta generazione dovrebbe essere escluse da qualsiasi piano d’attacco. Gli Stati Uniti dovrebbero utilizzare le piattaforme di quinta generazione come il B-2 Spirit e l’F-22 Raptor per colpire gli obiettivi in Siria. La loro capacità di monitorare in tempo reale il contesto discriminando la minaccia potrebbe essere utile, ma sarebbe il primo confronto diretto con gli S-300V4 e gli S-400 schierati in Siria. Il Pentagono non rischierà la vita dei piloti. Da rilevare, infine, che le Forze armate della Federazione Russa potrebbero essere state autorizzate ad ingaggiare i lanciatori e le loro basi. Le forze russe sono certamente in grado di contrattaccare le basi degli Stati Uniti in Medio Oriente ed Europa.

Siria: perché un raid statunitense sarebbe rischioso (ed inutile)

L’offensiva del governo siriano nella regione di Idlib appare inevitabile, mentre un raid Usa non altererebbe le dinamiche generali del conflitto: Si tratterebbe di un'azione isolata, non su larga scala. Il Cremlino sembra determinato a sostenere Assad e a scongiurare qualsiasi potenziale intervento degli Stati Uniti. Mosca ha importanti interessi strategici in Siria come la base aerea di Khmeimim e l'avamposto navale di Tartus sul Mar Mediterraneo mentre il contesto tattico venutosi a creare è profondamente diverso da quello dello scorso aprile quando Trump ordinò il raid punitivo. Mosca ha schierato le sue forze nel Mediterraneo sia per fornire supporto al regime siriano e sia per ostacolare qualsiasi attacco di precisione degli Stati Uniti. Da rilevare che le forze militari russe operano nelle medesime aree del Mediterraneo da dove lo scorso aprile Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia lanciarono i loro missili da crociera. Il Cremlino ha quindi schierato le proprie forze per impedire alle forze statunitensi di assumere posizione d'attacco.

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