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Stati Uniti, 22 milioni di americani senza lavoro

In un solo mese, a causa del lockdown, 22 milioni di americani sono rimasti senza lavoro. Secondo gli esperti i sussidi negli Usa continueranno a crescere fino a metà maggio

Stati Uniti, 22 milioni di americani senza lavoro

Soltanto nei mesi scorsi la disoccupazione negli Stati Uniti aveva toccato i minimi da 50 anni, uno dei grandi risultati dell'amministrazione Trump. Tutto sembrava andare per il meglio, fino alla pandemia da Covid-19 che ha radicalmente stravolto la vita dell'intero pianeta. Secondo quanto riportato dall'agenzia Agi, in un mese sono 22 milioni gli americani rimasti disoccupati. E' quanto emerge dai dati sui sussidi di disoccupazione Usa, che nella settimana conclusa lo scorso 11 aprile sono saliti di 5,2 milioni di unità, sopra gli attesi 5,1 milioni e contro i 6,6 milioni della settimana scorsa. Nelle tre settimane fino al 4 aprile le richieste erano arrivate a 17 milioni. Secondo gli esperti i sussidi negli Usa continueranno a crescere fino a metà maggio, prima di iniziare a diminuire. I lavoratori Usa che in questa fase stanno ricevendo gli assegni di disoccupazione sono 12 milioni.

Stati Uniti, ad aprile prevista disoccupazione a doppia cifra

Oltre ai sussidi, in 29 Stati, scrive l'Agi, "i lavoratori costretti a restare a casa per il lockdown stanno ricevendo 600 dollari a settimana in più legati agli aiuti federali. Negli altri Stati gli aiuti federali arriveranno in ritardo a causa dell'arretratezza del sistema digitale. Diversi economisti sostengono che il tasso di disoccupazione negli Usa potrebbe raggiungere il 20% ad aprile, il livello più alto dalla Grande Depressione degli anni '30". Si tratta di un tasso di disoccupazione doppio rispetto al 10% raggiunto durante recessione del 2010. E pensare che ad aprile dello scorso anno il tasso di disoccupazione era sceso negli Stati Uniti al 3,6% (dal precedente 3,8%): bisognava tornare al dicembre 1969 per trovare una percentuale simile. Ora tutto sembra essere tornato, a causa del coronavirus e del lockdown, alla crisi del 2008.

Come scrive la Cnn, il tasso di disoccupazione ufficiale del Paese, che è salito al 4,4% a marzo, da un minimo storico del 3,5% di febbraio, dovrebbe ora raggiungere la doppia cifra ad aprile. "Aprile è destinato a essere davvero scioccante", ha scritto Brian Coulton, capo economista di Fitch Ratings, secondo il quale la disoccupazione presto raggiungerà il 15%. La crisi provocata dal coronavirs e il successivo lockdown hanno colpito duramente negozi, ristoranti, ed hotel, e quindi commessi, camerieri, chef, i primi a perdere il lavoro. Ora però la crisi potrebbe colpire duramente anche altre settori. "Man mano i licenziamenti si estenderanno probabilmente in altre aree del mercato del lavoro, come i servizi alle imprese e ai servizi professionali" osserva Robard Williams, vice presidente senior di Moody's Investors. È proprio per questo motivo che il Presidente Usa Donald Trump spinge per la riapertura.

E a New York si temono possibili disordini sociali

La più colpita è New York, dove si temono possibili disordini sociali. E così, come riporta Repubblica, ripreso da Dagospia, nella Manhattan chiusa per coronavirus negozi e locali si preparano al peggio, e barricano le loro vetrine.

E se dalla Fifth Avenue a Soho sono soprattutto i negozi di lusso ad aver murato le loro attività - Louis Vuitton, Dior, Coach e pure Dolce & Gabbana - la catena di profumerie Sephora ha barricato le sedi di Time Square e quella del modaiolo Meatpacking District. Proprio come hanno fatto tante piccole boutique e locali dall'East Village all'Upper West Side.

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