La storia del "bambino del miracolo", sopravvissuto al Covid e a trapianto di fegato

Il “bambino del miracolo” ha proprio stupito i medici del Children’s Hospital di Pittsburgh, facendo impazzire di gioia i propri genitori

Sta generando commozione negli Usa la vicenda del “bambino del miracolo”, di nome Kasen Donerlson e sopravvissuto, a neanche un anno di vita, sia a un trapianto di fegato sia al Covid. Il piccolo è infatti riuscito ad avere ragione di entrambe tali difficoltà a poche settimane dal suo primo compleanno, facendo impazzire di gioia i suoi genitori, residenti a Syracuse, nello Stato di New York. La prima patologia ad affliggere Kasen è stata una rara malattia al fegato, manifestatasi quando lui aveva appena due mesi di vita.

Nel dettaglio, il neonato era stato colpito da atresia delle vie biliari, con conseguente ostruzione dei canali di trasmissione dal fegato alla cistifellea. Il quadro clinico del bimbo imponeva di conseguenza un delicato intervento chirurgico, ossia un vero e proprio trapianto di fegato, altamente rischioso per bambini piccoli come Kasen. Tuttavia, la madre del neonato, Mitayah Donerlson, decideva comunque di fare eseguire la rischiosa operazione su suo figlio, sfruttando tutte le possibilità concepibili per donare al bambino una vita migliore e confidando nella bravura dei chirurghi.

Per l’effettuazione del complicato intervento sul figlio, la donna non sceglieva però una struttura sanitaria della sua città, ma ricorreva, verso marzo dello scorso anno, a un ospedale ubicato nello Stato della Pennsylvania, il Children’s Hospital di Pittsburgh, da lei considerato come la migliore clinica in attività a cui affidare Kasen. I familiari del piccolo paziente si spostavano di conseguenza da Syracuse a Pittsburgh, sperando nell’arrivo di donazioni private a loro beneficio per potere affrontare le spese di soggiorno nella città della Pennsylvania.

Da marzo, il neonato è rimasto ricoverato presso tale Children’s Hospital, dato che i medici della struttura non riuscivano a trovare un donatore di fegato, con conseguente stallo dell’iter propedeutico all’intervento chirurgico. Dopo otto mesi di degenza, intorno agli ultimi giorni di novembre, Kasen ha però iniziato ad avere la febbre alta e, dopo un tampone, quest’ultima è stata identificata come un sintomo del Covid.

Il piccolo doveva a quel punto affrontare una nuova battaglia per la propria sopravvivenza, con la madre che decideva di mettersi in isolamento per scongiurare lo sviluppo di un focolaio nelle corsie della struttura di Pittsburgh. Nonostante Mitayah, come da lei ammesso successivamente, non credesse allora che il figlio sarebbe sopravvissuto al coronavirus, i parametri vitali di Kasen sono tornati stabilmente nella norma dopo quattro giorni di trattamenti antivirali e, due settimane dopo la guarigione del neonato dal Covid, i genitori del paziente hanno ricevuto un’ulteriore ottima notizia: era stato finalmente trovato un donatore di fegato.

Così, il tre gennaio, Kasen è stato sottoposto a un delicato trapianto di tale organo, conclusosi senza problemi. Tale operazione è stata effettuata dai chirurghi di Pittsburgh giusto poche settimane prima del primo compleanno del piccolo paziente. La permanenza di quest’ultimo presso il Children’s Hospital, nonostante l’intervento si sia concluso con successo, durerà ancora a lungo, poiché, a detta del personale sanitario della struttura, saranno necessari almeno sei mesi di degenza postoperatoria in clinica. I familiari del baby-paziente dovranno di conseguenza soggiornare per un bel po’ a Pittsburgh e hanno di conseguenza lanciato una raccolta fondi per racimolare il denaro sufficiente a pagare le spese necessarie ad affrontare i costi di alloggiare nella città della Pennsylvania.

Mitayah è comunque straripante di gioia per il vero e proprio miracolo di cui è stato protagonista suo figlio e ha descritto la propria felicità alle emittenti locali con le seguenti parole: “Il mio cuore era talmente traboccante di gioia che l’unica cosa che sono riuscita a fare era piangere. Kasen dà sempre l’impressione di stare stupendo i medici. Lui è una vera benedizione. È un miracolo”.

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