C'è l'accordo sull'Iva: cosa cambia su questi prodotti

I più ottimisti ritengono che l'approvazione del nuovo documento possa avvenire entro marzo 2022

C'è l'accordo sull'Iva: cosa cambia su questi prodotti

Il Consiglio di Economia e finanza dà il via libera alle nuove norme relative alle aliquote Iva che erano state proposte dalla Commissione Europea.

Le modifiche al regolamento, spiega in un comunicato EcoFin, "forniscono ai Paesi membri maggiore flessibilità nelle aliquote e garantiscono un trattamento paritario tra gli Stati" appartenenti all'Unione europea. Soddisfazione per tale novità è stata espressa anche dal commissario agli Affari Economici Paolo Gentiloni:"L'intesa unanime per aggiornare le regole sulle aliquote Iva è un'eccellente notizia", dichiara infatti l'esponente dem,come riportato da Ansa, "e dimostra che se c'è volontà c'è anche un percorso europeo su cui andare avanti".

Il nuovo regolamento dovrebbe consentire agli Stati membri di ridurre le imposte applicate su una lista di beni e servizi appositamente aggiornata nell'Allegato III: alcuni di questi rientrano nel campo della salute pubblica, dell'ambiente e dell'innovazione digitale. Senza, tuttavia, dimenticare alcuni prodotti di prima necessità come gli assorbenti e le "mascherine protettive sanitarie", che per quanto concerne il nostro Paese sono compresi nella cosiddetta tampon tax inserita nella manovra economica, e per cui dovrebbe essere prevista una riduzione Iva dal 22% al 10%. Riduzione che potrebbe essere estesa, anche se si tratta al momento solo di congetture, a biciclette elettriche, ristrutturazioni di case e accesso al Web.

Il via libera alle nuove misure non significa accettazione immediata delle stesse, le quali dovranno passare all'esame del Parlamento europeo: l'ipotesi più ottimistica parla di un'approvazione entro marzo 2022. Se la modifica dovesse essere convalidata non ci sarebbe alcun obbligo a ridurre l'Iva sui prodotti in elenco per i Paesi aderenti all'Ue, ma semplicemente la possibilità di scegliere se farlo o meno. "Tutti gli Stati membri devono essere trattati allo stesso modo e devono pertanto avere le stesse possibilità di applicare le aliquote ridotte, che dovrebbero tuttavia rimanere un'eccezione rispetto all'aliquota normale", si legge nella direttiva di EcoFin. "Una tale parità di trattamento può essere conseguita consentendo a tutti gli Stati membri di applicare ai beni e ai servizi ammissibili, entro limiti definiti, un massimo di due aliquote ridotte pari almeno al 5%, un'aliquota ridotta inferiore al minimo del 5% e un'esenzione con diritto a detrazione dell'Iva a monte".

Se, quindi, uno Stato membro intendesse applicare un'Iva inferiore al 5%, potrebbe farlo solo su un massimo di 7 prodotti/beni specificamente indicati all'interno del sopra citato Allegato III. "Entro il 2030 gli Stati non potranno più applicare aliquote ridotte ed esenzioni a beni e servizi ritenuti dannosi per l'ambiente e per gli obiettivi Ue", specifica infine EcoFin.

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