Usa, il giallo dei due influencer trovati morti in California non ha ancora una soluzione

Christina Kent e Michelle Avila sono stati trovati morti nella loro abitazione di Newport, in California, un mese e mezzo fa. Gli inquirenti non hanno trovato sostanze stupefacenti nel loro appartemento ma si attendono gli esami tossicologici. Il giallo è ancora irrisolto

Usa, il giallo dei due influencer trovati morti in California non ha ancora una soluzione

Giovani, apparentemente felici e molto seguiti dai loro coetanie. E non solo sui social. Li hanno trovati morti un mese e mezzo fa, nella loro casa di Newport, in California. Erano nel loro letto, abbracciati. All'inizio, un decesso classificato tra le morti per "overdose". Tesi che, però, sembrava non convincere del tutto le autorità statunitensi, visto che nella casa dei due noti influencer americani, Christian Kent e Michelle Avila (di 23 e 20 anni), gli inquirenti non avevano rinvenuto nessuna sostanza stupefacente. Ma oggi, a distanza di tempo, il caso non è ancora stato risolto.

Secondo quanto riportato da TgCom24, infatti, la sera prima della morte, i due giovani avevano partecipato a una festa senza, però, assumere alcolici. I due erano rientrati a casa in anticipo dopo aver accusato qualche malessere. I genitori della ragazza, avrebbero ipotizzato che la coppia, prima di addormentarsi, avrebbe assunto degli antibiotici per poter affrontare gli impegni lavorativi nei giorni successivi. Intanto si aspettano i risultati degli esami tossicologici sulle salme dei ragazzi. Nonostante nell'abitazione non ci fosse traccia di sostanze stupefacenti, gli inquirenti non avrebbero però escluso una dipendenza da oppioidi.

I ventenni erano diventati famosi sui social grazie alle foto dei loro viaggi in tutto il mondo. La madre, la prima a scoprire il corpo della figlia e del suo fidanzato, ai media statunitensi avrebbe rivelato: "È stato come Romeo e Giulietta, sono morti insieme, mentre si abbracciavano". E avrebbe aggiunto: "Nessuno può ritenersi al sicuro, nessun segnale ci aveva fatto pensare che fossero tossicodipendenti".

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