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L'ultimo diktat del Sultano: "Vietata la danza del ventre in Turchia"

Niente danza del ventre in tv per capodanno, la scure del partito del presidente adesso si abbatte anche su una delle arti più caratteristiche del medio oriente

L'ultimo diktat del Sultano: "Vietata la danza del ventre in Turchia"

Sembrano lontani i tempi in cui dalla Turchia uscivano anche hit capaci di stare in testa alle classifiche in mezza Europa. Nel 1997 Tarkan ha conquistato le discoteche del Vecchio Continente con una canzone in cui nel video decine di ragazze inseguivano il cantante per contendersi un bacio.

Epoca lontana per l'appunto, perché nelle cronache provenienti dalla Turchia di oggi si parla di un presidente Erdogan che è arrivato a proibire anche la danza del ventre. Pur se maggiormente associata al mondo arabo, anche nel Paese anatolico questa particolare danza ha storicamente avuto molto successo.

Una delle interpreti più popolari è Didem Kinali, danzatrice turca famosa anche per aver ballato a Ibiza durante la festa di compleanno di Madonna. Erdogan già da tempo ha manifestato la sua insofferenza verso questa danza. È considerata troppo spinta, specie se praticata con il ventre e il bacino scoperti.

E così anche per questo imminente capodanno, i turchi non potranno vedere la danza in tv. Prima, al contrario, le emittenti trasmettevano nella notte più lunga dell'anno intere ore di intrattenimento, in cui le ballerine della danza del ventre avevano un ruolo di primaria importanza.

La censura è iniziata nel 2014 e corrisponde a un preciso orientamento preso da Erdogan a partire da quell'anno. Ascoltare cioè in modo sempre più attento i “consigli” e i dettami provenienti dal Diyanet, ossia l'organismo statale per gli affari religiosi. L'Akp, il partito di Erdogan, ha sempre avuto una visione conservatrice e in linea con la galassia dei Fratelli Musulmani. Ma è dal 2014 che la formazione politica fondata dal presidente turco è sempre più vicina al Diyanet, recependo ogni disposizione.

L'organismo per gli affari religiosi in quell'anno ha considerato la danza del ventre in televisione come contraria alla morale sociale. E allora il consiglio supremo per la radio e la televisione, una sorta di organismo di controllo dei contenuti media, ha vietato le esibizioni. Almeno quelle svolte pubblicamente in tv sul palco e a capodanno.

A distanza di tanti anni, in una Turchia sempre più in affanno economico e insofferente rispetto a Erdogan (almeno nelle grandi città dove l'Akp ha perso la maggioranza), il divieto ha iniziato a essere vissuto con maggiore insoddisfazione. Didem Kinali ha dichiarato, come evidenziato dal sito Al Monitor nei giorni scorsi, di ballare anche gratuitamente e interamente vestita pur di tornare all'arte che l'ha resa famosa e che lei, assieme a tante ragazze turche, pratica da quando era bambina.

La censura della danza del ventre, in un contesto contrassegnato da maggiore povertà, non sta diventando soltanto una questione relativa alla morale ma anche un simbolo delle disuguaglianze sociali. Perché, in fin dei conti, chi può permettersi feste private a capodanno potrà ammirare senza problemi quest'arte dalla grande tradizione storica. Mentre, al contrario, buona parte della popolazione potrà anche quest'anno rivedere le danzatrici solo in video di repertorio. Tra non molto, questa come altre questioni di ordine sociale, potrebbero diventare argomento di propaganda politica pro o contro Erdogan.

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