Il volo Malaysia Airlines, il rapporto finale non risponde al mistero

Quasi cinquecento pagine di rapporto senza che nulla sia in realtà detto, tutti dati tecnici che ribadiscono il funzionamento del velivolo ed esonerano i piloti

Il volo Malaysia Airlines, il rapporto finale non risponde al mistero

Un Boeing 777 scomparso nel nulla, precipitato forse nell'Oceano Indiano, questo emerge dal rapporto stilato dagli investigatori che si sono occupati del mistero del volo Malaysia 370

Era l'8 marzo del 2014, con un comunicato stampa ufficiale della Malaysia Airlines il Boeing 777-200 ER che operava quella tratta, venne dato per disperso. Le ricerche partirono fin da subito ma, a causa della grandezza del territorio (circa 65.000 km quadrati) furono difficoltose e dispersive. Dopo giorni di ricerche si iniziò a pensare che l'aereo potesse essere stato dirottato da remoto verso un punto di atterraggio sconosciuto. A bordo c'erano 239 persone, scomparse. Quest'ultima tesi è stata ritenuta valida dal rapporto ufficiale, avendo garantito che non c'era possibilità di provarlo ma neanche di vedere il contrario.

Dopo quasi venti giorni di ricerche, congiuntamente a quanto appreso dai dati satellitari, il primo ministro malese diede la notizia con un comunicato stampa che molto probabilmente-quindi nulla di certo-l'aereo si era schiantato nell'Oceano Indiano, nella parte meridionale. Si era inabissato in quella immensa parte di oceano, anche le indagini delle autorità britanniche confermarono il rapporto.

Successivamente venne ritrovato un pezzo di flap su un'isola a 5600 km di distanza dall'ultima posizione nota del velivolo.

Il Boeing 777-200 ER era stato consegnato alla Malaysia Airlines il 31 maggio del 2002, operava in quella tratta (Kuala-Lumpur verso Pechino e ritorno) ed era "nuovo" per gli standard di vita degli aerei di linea.

Un mistero che purtroppo non si conclude e non si svela neanche nel rapporto finale, che avrebbe dovuto far luce sulla vicenda ma che non ha dato conforto ai familiari delle 239 persone scomparse che si sono mostrate indignate ai microfoni.

Kok Soo Chon, a capo delle investigazioni, ha detto che i piloti erano esperti e non hanno eseguito manovre anomale. Nessuno a bordo aveva esperienze nel pilotare un velivolo, escluso il personale, quindi si esclude il dirottamento diretto. Una serie di circostanze hanno molto probabilmente condotto queste indagini ad un vicolo cieco, come ad esempio l'insufficienza dell'attrezzatura radar delle autorità malesi che dovevano supervisionare quel tratto di cielo. Sviste, mancata applicazione delle procedure di emergenza e ritardi nelle segnalazioni hanno danneggiato indirettamente le ricerche. Molti familiari delle vittime sono usciti in lacrime dalla riunione privata indetta con il ministro dei rapporti alla conclusione delle indagini, un documento di quasi cinquecento pagine redatto da Kok Soo Chon e altri 19 esperti internazionali nel campo dell'aviazione.

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