Muore d'infarto a Wuhan: nessuno lo soccorre per paura del virus

Il caso nella città cinese epicentro dell'epidemia fa riflettere su quanto ormai sia diffusa la paura del coronavirus tra la popolazione

Muore d'infarto a Wuhan: nessuno lo soccorre per paura del virus

Indossava la mascherina, come tutti a Wuhan, epicentro della pandemia che sta terrorizzando il globo, quando si è sentito male sulla strada di casa. Per questo nessuno si è avvicinato quando l’uomo, un anziano residente nella città cinese della provincia di Hubei, è caduto a terra in preda alle convulsioni.

È in arresto cardiaco. Si stende in strada, ormai esanime. Le persone gli passano accanto a piedi e in bici. Nessuno si azzarda a toccarlo o a chiedergli se ha bisogno di aiuto. È la paura del “demone”, come l’ha chiamato il presidente cinese Xi Jinping, a cancellare l’umanità in questa città messa in ginocchio dall'epidemia. In soccorso dell’uomo, ormai senza vita, sono arrivati, come nuovi monatti, i medici con le tute anti-contagio.

Il corpo viene coperto con un telo blu e l’anziano stroncato dall’infarto viene portato via. Prima dell’intervento, secondo l’Afp, sono passate circa quindici ambulanze, ma nessuna si è fermata a soccorrere il malato. Tutt’intorno sono ancora convinti che la morte sia stata causata dal virus. "È terribile", commenta una donna che, secondo quanto si legge sul quotidiano britannico The Guardian, ha assistito alla scena. Anche lei, come gli altri, ha immaginato che fosse stata la super polmonite a provocarne il decesso.

La strada è stata disinfettata dal personale sanitario che è intervenuto per trasferire il cadavere. Finora sono 213 le vittime del coronavirus. Sono 159 i morti nella sola Wuhan. Proprio in questa città cinese di 11 milioni di abitanti il virus ha iniziato a diffondersi nell’uomo, forse portato dagli animali venduti nel mercato locale. Fin dallo scoppio dell’epidemia la città è stata blindata per cercare di contenere la diffusione dell’infezione. I cittadini stranieri presenti sono stati evacuati, compresi 80 italiani che stando alle informazioni diffuse dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, non avrebbero contratto la malattia.

L’epidemia però appare tutt’altro che sconfitta. Secondo gli ultimi dati ufficiali nella provincia dello Hubei il numero dei pazienti che non sopravvivono alla polmonite da coronavirus supera ancora quello di chi viene dimesso dagli ospedali in assenza di sintomi. Anche se oggi nella città si festeggia il record di guarigioni da quando il virus ha iniziato a diffondersi. Sono venti i pazienti, di età compresa tra i 15 e i 16 anni, usciti indenni dall’ospedale Jinyintan. Ieri però in tutto il territorio della provincia i morti sono stati 42.

Dall'inizio dell'epidemia, secondo i dati ufficiali diffusi dalle autorità di Hubei, si sono registrati 5.806 casi. Oltre mille di questi sono ancora in condizioni critiche.