RomaEuroshow di Monti a Strasburgo, con tanto di sfogo del premier nei confronti di Ivo Caizzi, giornalista del Corriere della Sera, che lo scorso 13 febbraio aveva osato pubblicare un articolo dal titolo «Ue, il governo Monti i casi di nepotismo». Sia mai. Il premier non lha presa affatto bene tanto che ieri, alla domanda di Caizzi su cosa intendesse fare lesecutivo su crescita, welfare e occupazioni, Monti ha riposto piccato: «Forse niente, dottor Caizzi, se alla testa di questo governo cè una persona arrivata dovè per una serie di raccomandazioni o per spinte ricevute nel corso della sua vita e non in seguito a un percorso democratico». Uno sfogo in piena regola che ha messo a nudo tutto il lato permaloso del premier che già piace a tutti ma vorrebbe piacere a tutti tutti. Ma cosa aveva scritto il corrispondente del Corsera? Aveva solo ricordato le sue cooptazioni: nel cda della Fiat e delle Generali, poi alla Comit. Quindi la nomina a senatore a vita, senza doversi sottoporre a elezione. E Monti ieri ha sbroccato, prima di parlare dellItalia e di ostentare ottimismo: «La soluzione della crisi è a portata di mano»; poi lassicurazione che «non ci saranno altre manovre»; la scommessa che «Dureremo fino al 2013»; la pizzicata alla Merkel: «Gli stability bond non sono strumenti di indisciplina» e la novità: in arrivo lIci per gli enti commerciali della Chiesa. SullIci, Monti annuncia che il governo presenterà un emendamento che prevede lesenzione alla tassa sugli immobili ma soltanto dove si svolgano attività esclusivamente non commerciali. Sacrifici anche per la Santa Sede, quindi.
La giornata strasburghese di Monti si apre con le previste moine del neo presidente delleuroparlamento, Martin Schulz. Ossia con il campione dellantiberlusconismo Ue, definito «kapò» dal Cavaliere: «Quale onore!», dice Schulz accogliendo Monti. E il premier: «È un onore per me». Poi, dopo un pranzo di lavoro e lincontro con gli europarlamentari italiani, lintervento al Europarlamento in seduta plenaria. Unoccasione per sventolare con orgoglio la bandiera italiana: «Siamo impegnati in una complessa corsa per uscire dallemergenza: stiamo gradualmente riuscendo a togliere il nostro Paese dalla zona dombra in cui è stato collocato come fonte, contagio o focolaio» della crisi. Ma giura che «la soluzione della crisi delleurozona è a portata di mano». Cita il suo predecessore: «Limpegno preso dal governo Berlusconi di portare il bilancio italiano in pareggio nel 2013 il mio governo lha mantenuto, anche se è molto severo; e in ogni caso questo comporterà un avanzo primario del 5% al netto degli interessi». Annuncia, quindi, che adesso deve partire la fase due, dopo una prima fase dedicata al rigore sui conti, come preteso da Berlino: «Il pareggio di bilancio non deve essere una regola eccessivamente rigida: deve essere consentito andare in deficit per finanziare gli investimenti». Messaggio chiaro alla Merkel, come lapertura sui bond: «Gli stability bond non sono strumenti di indisciplina, ma piuttosto fattori di maggiore integrazione dei mercati finanziari».
Poi, in conferenza stampa, dopo lo sfogo, arriva la promessa: «Previsioni di crescita più recessive non ci inducono a prendere ulteriori misure nel senso di un consolidamento del bilancio pubblico»: Ossia nessuna manovra aggiuntiva. Anche perché «abbiamo un obiettivo che riteniamo di aver già messo al sicuro perché abbiamo utilizzato previsioni molto pessimistiche e cautelative per quanto riguarda tassi di crescita, ipotizzando tassi di interesse al livello di novembre, e per fortuna sono già scesi e speriamo scendano ancora».
Monti non digerisce le critiche e si sfoga contro il «Corriere»
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