La Moratti: "Milano più pulita? Chiedo ai milanesi di darci una mano"

Il sindaco cerca volontari. Appello di Comune e Amsa per tenere più pulita la città: "È casa vostra". In via Padova debutta il primo "spazzino di via": sponsor una banca. A ottobre nuova campagna di pulizia gratis dei muri. Il sabato raccolta rifiuti un’ora dopo

La Moratti: "Milano più pulita? Chiedo 
ai milanesi di darci una mano"

Il «pacchetto» di contromisure, forse, farà cambiare idea a Silvio Berlusconi che oggi sarà al Lido per la festa del Pdl. Due mesi fa, in diretta telefonica con gli Stati generali dell’Expo, il premier aveva criticato la città: «Milano deve imparare in fretta a essere più pulita». Aveva parlato di «troppi graffiti e sporcizia». Per non parlare di quando l’aveva paragonata a «una città africana». Ma il richiamo «è stato raccolto - assicura il sindaco Letizia Moratti, che oggi dà il buon esempio e partecipa alle iniziative che Legambiente dedica a “Puliamo il mondo” -. Stiamo moltiplicando gli sforzi e le iniziative e faremo ancora meglio per avere una città più pulita e accogliente». Ma per realizzare «questo progetto comune serve il contributo dei cittadini e del volontariato sociale. E bisogna riaffermare la cultura della responsabilità e del rispetto dell’ambiente». Come?

La lista delle contromisure parte col debutto del primo «spazzino di via», questa mattina all’angolo tra via Mosso e via Padova. Comune e Amsa cercavano sponsor, e la Banca popolare di Milano è stata la prima a raccogliere l’appello. Armato di carretto, ramazza ma pure di cellulare, ogni giorno perlustrerà la zona e sarà una via di mezzo tra un tutor della pulizia e della sicurezza. Perchè l’obiettivo non è solo tenere più pulita la zona ma offrire (anche) un punto di riferimento ai residenti in una delle aree più difficili. Iniziativa pilota, che vuole estendersi a macchia d’olio, con l’aiuto dei privati. Ma al parco Trotter e via Padova sarà anche un giorno di mobilitazione straordinaria. Nella domenica che Legambiente dedica in tutta Italia a «Puliamo il mondo», Amsa e Comune rilanciano con la proposta - prima di tutto - «Puliamo Milano» con 40 operatori ecologici, 20 mezzi e la chiamata in campo (con sacchi e ramazze) di residenti, alpini, scout. Un appello e una pulizia straordinaria che si ripeterà ogni mese in una strada diversa. Perchè nessuno sia escluso, vengono distribuiti volantini in arabo e inglese. Questa mattina parteciperà alle operazioni (alle 10.30 nel parco di Villa Finzi, un’ora dopo al Trotter) anche il sindaco. Che insiste con «il contributo dei cittadini» per tenere più pulita Milano. Non a caso, con lo spazzino di via sarà lanciata un’altra «campagna acquisti», quella di volontari disposti a ripulire i muri dai graffiti. Comune e Amsa ci mettono strumenti, tecnica e colori, i milanesi l’impegno a tenere la città come casa propria. E cancellare subito i tag è lo «sgarro» peggiore ai vandali, ma pure il sistema migliore per scoraggiarli a puntare bombolette spray su monumenti e palazzi. Tra ottobre e novembre, il sindaco lancerà anche la nuova campagna di pulizia gratutita dei graffiti, per incentivare i condomini a proseguire, firmando un contratto a costi ragionevoli con Amsa.
«Troppi graffiti e sporcizia» aveva richiamato Berlusconi. Anche se per cancellare i tag, solo tra 2006 e lo scorso agosto sono stati spesi più di 25 milioni (circa 137mila metri quadri di stabili puliti nei primi 8 mesi dell’anno, quasi tre milioni in tre anni). I 2.500 uomini impiegati nella pulizia delle strade lavano 3,6 milioni di metri quadri di marciapiedi a settimana e svuotano 13,2 milioni di cestini l’anno. Lo spazzamento globale, che libera dall’incubo di spostare l’auto di notte, ha raggiunto 1300 vie e «diventeranno circa 2mila entro il 2010» precisa il presidente di Amsa, Sergio Galimberti. Che anticipa le prossime tappe: «Vogliamo ritardare dalle sei alle 7-8 del mattino la raccolta dei rifiuti il sabato mattina, per disturbare meno i cittadini. Rimuoveremo i cestini di piccola misura, che vengono usati impropriamente, e li sostituiremo col modello più grande». Ma Galimberti insiste che «bisogna investire molto su campagne di sensibilizzazione, altrimenti gli sforzi economici sono vani. Serve l’aiuto di tutti». E se gli appelli non bastano? «Forse allora si può pensare anche di aumentare le sanzioni».