Moratti promuove il suo blocco: «È servito, sono pronta a rifarlo»

Si dice soddisfatta di come è andata la domenica ecologica del Nord e rivendica il primato, insieme al collega di Torino e presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, di aver riunito intorno a un tavolo 80 sindaci dell’area padana per sensibilizzarli al tema e discutere di provvedimenti strutturali. «Abbiamo raggiunto un buon risultato: sono 169 i comuni che hanno deciso di aderire alla nostra iniziativa e 3 milioni i lombardi che hanno lasciato a casa l’auto, direi che sono dati da non sottovalutare». Arriva a piedi in piazza Beccaria, al comando della polizia locale accompagnata dal vicesindaco e assessore alla Mobilità Riccardo De Corato, sfoderando un sorriso smagliante. «Abbiamo scelto il blocco del traffico e non altri provvedimenti, come per esempio le targhe alterne, perché provoca una diminuzione delle polveri sottili dall’8 al 29% contro il 2% delle targhe alterne. Questa è la prima volta che la domenica ecologica viene attuata in un’area così vasta, aspettiamo di vedere i risultati, ma penso che si potrebbe pensare a un altro blocco».
Dopo le polemiche dei giorni scorsi da parte del presidente della regione Formigoni, che non ha mia nascosto le sue perplessità sullo stop al traffico privato, sotto elezioni per di più, e dello schiaffo dei 130 sindaci dell’hinterland su 134 che hanno detto no a Milano, pensare già a un altro blocco sembra quanto meno azzardato. Ma la «lady di ferro» rivendica il proprio coraggio e le proprie responsabilità: «Sono consapevole dei limiti dell’agire da sola, ma qui si tratta della salute dei cittadini e ho sentito la responsabilità di prendere una posizione forte esattamente come feci sul tema della sicurezza». Era il marzo 2007 e il sindaco scese in piazza tra mille polemiche per chiedere al governo più poteri. Nelle prossime settimane con Chiamparino, la Moratti incontrerà il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e il ministro Scajola per «vedere se si possono avere incentivi ecologici per le industrie», mentre è fissato tra una decina di giorni il vertice tra il presidente della Provincia Podestà e i sindaci dell’hinterland per «illustrare loro il documento siglato dagli 80 comuni». Forse un tentativo di coinvolgimento anche del hinterland in previsione di un possibile nuovo blocco? «Stiamo studiando con Podestà - annuncia, strizzando l’occhio ai 134 colleghi - un rafforzamento dei collegamenti tra Milano e provincia».
Dispiaciuta più per il «no» dell’hinterland o quello della regione? «Io penso ai cittadini. Sono stata eletta dai cittadini - replica la Moratti - ed è a loro che devo rispondere». E sulla provocazione di Formigoni che due giorni fa ha aperto la campagna elettorale con l’ennesima stoccata al sindaco - «in Regione il Pdl ha un distacco di venti punti, a Milano siamo sotto i dieci» - la Moratti ironizza: «Aspettiamo con ansia i quattro progetti che il governatore ha annunciato per Milano. Siamo a sua disposizione. Ma c’è sempre stato a Milano qualche problema, tanto che in provincia governava Penati, ma con l’elezione di Podestà si è invertita la tendenza. Comunque i sondaggi che ho parlano di un vantaggio per il Pdl del 55,8%».