«Morte ai versetti» Grazie a Dio non siamo islamici

Ringraziamo Dio di appartenere all'Occidente, e a un Occidente che ha già pagato sulla propria pelle il prezzo delle proprie intolleranze, dei roghi e della Santa Inquisizione. Sul «Giornale» di ieri Sergio Noja spiegava lucidamente che «l'islam è "din" e "daula", cioè la religione e lo Stato sono una cosa sola». Tale simbiosi appare a noi innaturale (e che sia innaturale si deduce anche dalle vicende di oggi); ce l'ha insegnato il laicissimo Machiavelli o, più recentemente, in chiave cristiana Charles Péguy («la mystique à la mystique, la politique à la politique»). Irrazionale era la caccia agli untori, perché pretendeva di vestire di scienza la superstizione. Irrazionale non era, come non è, il khomeinismo, il disegno razzistico di Hitler, fondato su una logica aberrante ma consequenziale e per così dire progettuale. «Dio è con noi» è il grido che apparenta quasi tutti i fanatismi. Bisogna concludere che quando Dio, sia Gesù Cristo o Allah o con qualsiasi altro nome si chiami, è evocato sulla terra dal potere è destinato a trovarsi in cattiva compagnia.
Geno Pampaloni - 17.02.1989

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