La morte arriva in casa: uccise 3 donne in poche ore

La violenza assassina ancora una volta esplode in casa. Tre delitti in meno di ventiquattr’ore, uno in Sicilia, due in Piemonte. Il bilancio è di tre donne morte.
A Gela, provincia di Caltanissetta, una guardia giurata 25enne al culmine dell’ennesima violenta lite l’altra sera ha ucciso la moglie e poi è fuggito portandosi via la figlioletta di due anni. Nicola Incorvaia avrebbe sparato a Emanuela Vallecchi, 21 anni, per motivi di gelosia: sembra che lei volesse lasciarlo. Dopo il delitto è fuggito, ha telefonato a suo fratello, pure lui metronotte, raccontandogli cosa fosse accaduto e minacciando di ammazzare anche la bimba prima di togliersi la vita. È stato l’intervento di un poliziotto, amico di famiglia, a evitare il peggio. L’agente ha rintracciato sul cellulare l’uxoricida e lo ha convinto a costituirsi. Per la cronaca: l’assassino era gia stato denunciato quattro volte per violenze in famiglia dal padre della vittima.
Ieri mattina altre due tragedie in Piemonte, a Torino: un uomo, separato dalla moglie, l’ha massacrata con 50 coltellate davanti all’assistente sociale del Cisap di Collegno cui la coppia si era affidata per affrontare la crisi. Una separazione, secondo quanto emerso finora dalle indagini, che fino a ieri non era stata caratterizzata da particolari episodi o problematiche, se non una questione legata alle due figlie della coppia, due bambini di 5 e 7 anni. Giampiero Prato, 38 anni, ha spiegato di aver ucciso la ex perché riteneva che manovrasse le figlie per non fargliele vedere.
Ieri mattina marito e moglie si erano incontrati al Consorzio intercomunale servizi alla persona per un colloquio organizzato proprio per chiarire questo aspetto. Un confronto che si stava svolgendo apparentemente senza problemi fino a quando, all’improvviso, l’uomo ha aperto la sua ventiquattrore e ha estratto un coltello con una lama di 20 centimetri iniziando a colpire la moglie con furia cieca. Per Cristina Rolle, 33 anni, nulla da fare, lui è stato arrestato poco dopo mentre stava scappando.
Il secondo caso è quello di un 65enne che ha soffocato la zia di 84 anni e poi, dopo averla vegliata tutta la notte, ha cercato di togliersi la vita tagliandosi le vene. «Voleva morire, le ho dato una mano», le uniche, laconiche, parole di Gianfranco Varetto, 62 anni, quando i carabinieri sono entrati nell’appartamento dove i due vivevano. Dietro il gesto, forse l’incubo dello sfratto che doveva essere eseguito proprio ieri.

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