Moschea Minacce a Siri. Si rompe l’asse Municipio-Comitato

Caso moschea: partono le prime querele? Perché neanche il tempo di chiudere la votazione di giovedì scorso al municipio Centro Est sulla eventuale costruzione di un minareto sotto la Lanterna, che subito è iniziato il balletto delle dichiarazioni e della (dis)informazione. Il centrosinistra è in fibrillazione. Interviste alla televisione, annunci sui giornali. E i titoloni in prima pagina: «Moschea al Lagaccio, il Municipio cambia rotta» (La Repubblica), «Il Lagaccio dice sì alla Moschea» (Liguria oggi).
Quanto basta per esasperare i cittadini che già durante il consiglio non avevano esitato a lasciarsi andare a provocazioni e minacce nei confronti dei consiglieri. A nulla è servito il chiarimento del capogruppo Pdl Luciano Gandini: «È stato votato un documento assolutamente ragionevole che coniuga il diritto alla libertà di culto con l'accettazione sociale ed urbanistica da parte del territorio». Insomma, nessun cambio di marcia». Macché. Il giorno dopo parte il fuoco di fila contro i (sospettati) «traditori». Il presidente del municipio, Aldo Siri (Lista Biasotti) non entra nello specifico del contenuto delle telefonate e delle lettere che lo assillano già dalla mattina successiva.
«Sono stato accusato di tutto. Addirittura, e non è vero, di non aver votato la mozione di Giannalberto Conte (Lega) contro la costruzione delle Moschea al Lagaccio», racconta Siri in consiglio. Il resto è facile immaginarlo quando Siri avverte: «ho ricevuto molte telefonate e molte lettere, alcune anche anonime». Nei prossimi giorni convocherò chi si è lamentato nel mio ufficio e pretenderò delle scuse scritte altrimenti farò partire delle querele - assicura Siri - perché io ho sempre agito in modo limpido e coerente e da cristiano non ho mai detto “no” a una possibile moschea, ho solo detto che al Lagaccio non andava bene».
Parole riprese dall'arancione Enrico Cimaschi che ripercorre la serata di giovedì 13 maggio: «Non ci siamo fatti mancare niente, dal pubblico che insultava e cercava di intimorirci, a chi faceva pressione per far entrare questo o quello in Regione (riferimento alle dichiarazioni del deputato leghista Edoardo Rixi contro il biasottiano Lorenzo Pellerano, ndr) come se le elezioni non fossero esistite, a chi ritiene che basti urlare più forte per avere ragione». Comunque, a quanto pare, tra municipio e comitato anti-moschea si è rotto l'incantesimo.

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