Ci sono domeniche in cui il rumore dei motori assomiglia più a un battito accelerato. Il Mugello sembrava respirare. Di passione, di sorpresa, di consapevolezza. Fra le colline in movimento piene di tifosi, in un paesaggio meravigliosamente italiano, si poteva avvertire l'eco buona di una domanda ancora incredula: ma è proprio tutto vero? Quesito né stupido né banale per un Paese troppo abituato a specchiarsi altrove. Perché Bezzecchi che vince il Gp d'Italia su Aprilia italiana lo fa da leader del mondiale MotoGp proprio mentre a sventolargli la bandiera a scacchi è Kimi Antonelli che comanda il mondiale F1 forte di quattro vittorie quattro di fila. Il numero uno del più importante sport automobilistico che saluta il numero uno della più competitiva serie motociclistica. Italia che applaude Italia. Da non credere.
E fa riflettere pensare che mentre il calcio ci lascia fuori dal Mondiale alle porte, i motori abbiano deciso di colmare in modo così generoso quel vuoto di passione. Non solo. Bezzecchi ha vinto indossando un casco dedicato ad Alex Zanardi. Una carezza alla memoria.