Antonelli e Russell non sono certo i primi compagni di squadra a prendersi a ruotate. La storia della Formula 1 è piena di duelli, di dispetti, di scorrettezze tra piloti che corrono con la tuta dello stesso colore. Il compagno di squadra è da sempre il primo avversario, l’unico reale termine di paragone. Il duello tra Senna e Prost è la madre di tutte le battaglie, la guerra mai cruenta mai arrivata in pista e probabilmente mai vista in nessun altro sport, neppure in quello dove si prendevano a cazzitto sul ring di Kinsasha. La rumble in the jungle di Ali e Foreman negli anni Settanta non è stata nulla in confronto ai due round di Suzuka tra Senna e Prost. In quegli anni la loro McLaren era imbattibile, ma loro cominciarono presto a odiarsi e a farsi dispetti. La prima volta fu Prost a giocare sporco con Senna, la volta dopo fu Senna a sbattere fuori Prost alla chicane.
A quel punto non erano più compagni di squadra, ma tutto era cominciato quando Ron Dennis ebbe la grande idea di schierarli insieme. Quando parli di grandi sfide nel mondo dello sport devi partire da loro due. In casa McLaren sono arrivati quasi alle mani anche Fernando Alonso e Lewis Hamilton, poco meno di vent’anni fa, arrivando a regalare il Mondiale alla Ferrari di Kimi Raikkonen, mentre il duello tra Prost Lauda fu un grande esempio di correttezza, finito con la carezza di Marlene, la moglie di Lauda, allo sconfitto sul podio dell’Estoril.
Anche a Maranello ne sanno qualcosa di compagni finiti male. Gilles Villeneuve e Didier Pironi erano amici. Si divertivano insieme soprattutto fuori dai box. Fino al Gran premio di Imola del 1982, quando Didier fece il furbo, ignorò l’accordo pre gara con la connivenza del box (Forghieri non era in pista) e giocò un brutto scherzo all’amico.
Da quel momento non si parlarono più.
In casa Mercedes, dalle parti di Toto Wolff, hanno già vissuto le turbolenze Hamilton-Rosberg, arrivati a buttarsi fuori giusto 20 anni fa a Barcellona (prima vittoria di Verstappen). allora la pace la porto Niki Lauda. Ah chissà quanto servirebbe la sua saggezza a Kimi e George. E soprattutto a Toto.