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Multe olimpiche, dietrofront. Il Comune le annulla tutte

Cancellati i 90mila verbali per il passaggio nelle corsie preferenziali mal segnalate. Rimborsi a chi ha pagato

Multe olimpiche, dietrofront. Il Comune le annulla tutte
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Contrordine compagni: il divieto temporaneo nelle corsie preferenziali della 90-91 per le Olimpiadi è stato uno scherzo. O, meglio, il Comune ha sbagliato nel segnalarlo e pertanto ha annullato le 90mila multe che ha già comminato. Ieri è stata pubblicata sull'Albo pretorio la determina dirigenziale in cui "l'Avvocatura Comunale, con Atto del 26/03/2026 ha espresso un parere in merito al divieto di transito temporaneo ai motocicli e ciclomotori nella corsia riservata, rilevando la irregolarità della segnaletica stradale verticale temporanea adottata e ravvisando un rischio elevato di soccombenza da parte del Comune di Milano in caso di presentazione di opposizione alle violazioni contestate". Ecco quindi che il Comune, dopo i primi ricorsi che sono già stati presentati, si è reso conto che "tale segnaletica stradale provvisoria non è prevista dal Codice della Strada, da Regolamento di esecuzione del Codice e dalle leggi complementari - recita la determina -. Il Segretario Generale del Comune in data 26/03/2026 ha espresso parere favorevole sulla possibilità di ricorrere all'istituto dell'autotutela per l'annullamento delle violazioni".

Riavvolgendo il nastro: sono 90mila le multe inflitte ai motociclisti che sono passati nella corsia preferenziale della 90-91, nel tratto in particolare tra piazzale Lodi e viale Serra. Nello specifico, 30mila sono le sanzioni che sono già state notificate, altrettante in fase di notifica e altre 30mila sarebbero ancora "da scaricare" dagli occhi elettronici che hanno vegliato dal 2 febbraio al 18 marzo sul rispetto del divieto. Un divieto temporaneo alla circolazione delle moto nelle corsie riservate a autobus e filobus, giustificato da Palazzo Marino per cercare di ridurre al minimo il traffico durante le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Milano Cortina. "Questa misura eccezionale rimarrà in vigore fino al 18 marzo per garantire, da un lato, tempi di percorrenza adeguati agli spostamenti degli atleti, dall'altro per incrementare i livelli di sicurezza per i conducenti delle due ruote in un contesto di traffico intensificato e di regolazione prioritaria dei flussi - scriveva in una nota il Comune il 27 gennaio -. Il divieto sarà attivo nel tratto compreso tra l'incrocio viale Serra-viale De Gasperi-viale Scarampo (a nord-ovest) e piazzale Lodi (a sud-est), per una lunghezza complessiva di circa 9 km con 29 incroci".

L'ammontare delle multe oscillerebbe tra i 5,2 e i 7 milioni di euro. Il conto è presto fatto: 58 euro di multa se pagata entro 5 giorni e 83 se pagata per intero. Un bel tesoretto che si è già rivelato un boomerang perchè i motociclisti, che hanno ricevuto le multe, hanno già presentato ricorso. Tra questi ci sono persone che non avevano letto e compreso il cartello che sanciva il divieto temporaneo e sarebbero passate anche tutti i giorni nel solito tratto di strada, arrivando a prendere fino a 9mila euro di sanzioni. Per quanto riguarda il divieto infatti questo è stato segnalato in maniera non conforme al Codice della Strada: l'espediente usato dall'amministrazione è stato di barrare con lo scotch rosso il simbolo delle moto. E adesso, riconosciuto l'errore a fronte dei primi ricorsi presentati, vanno tutte annullate.

"Un divieto temporaneo di norma deve deve essere pubblicizzato in modo da evitare che la gente cada in errore, i cartelli devono essere conformi al regolamento di attuazione e apposti almeno 48 ore prima dell'entrata in vigore, non certo realizzati in maniera improvvisata con materiale posticcio.

Il Codice della strada prevede che la segnaletica sia efficiente, efficace, visibile e rifrangente" spiega Alberto Bassani, docente formatore, tecnico del traffico della polizia locale. La dimostrazione che la segnaletica non fosse sufficientemente visibile e chiara? Quei centauri che hanno inanellato una sfilza di sanzioni.

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